LASCITI MARINI
De Zerbi, Bucchi, Amodio, Zalayeta, Navarro, Datolo, Pià e ci scuserà qualcuno se nella fretta della compilazione della lista, lo abbiamo dimenticato. In una sola parola lasciti "marini". Il riferimento non è alla brezza salmastra che ci apprestiamo, nuovamente, ad assaporare ma all'odore di bruciato che aleggia senza soluzione di continuità dalle parti di Castelvolturno. Lasciti marini, per l'appunto. Dell'ex Dg che ora si diletta, nelle vesti di opinionista, a scrivere di calcio: a giudicare, legittimamente, chi ha fatto bene e chi no, ciò che andrebbe fatto e ciò che reputa sbagliato, dal suo punto di vista. Un salto della barricata che lo ha trasformato in quello che una volta chiamava "sapientone". Come cambia il mondo.
Peccato che la nuova veste non abbia spazzato via, con un colpo di spugna, gli scellerati investimenti che ha effettutato nei suoi anni napoletani. Quelli rimangono e costano cifre spropositate alla società se rapportati all'utilità che hanno avuto e all'utilizzo che potrebbero avere in chiave futura. Una falla enorme nel progetto tecnico e nella gestione finanziaria del club che non è mai riuscito a tappare se non ricorrendo a prestiti gratuiti con l'effetto boomerang: a fine campionato, difatti, i giocatori sempre là tornavano, nell'oasi dorata in provincia di Caserta, blindati da super contratti pluriennali. Inutile ripetere le cifre, conosciute oramai dai tifosi come le più celebri filastrocche. Quel che conta è che la patata bollente è passata da qualche mese nelle mani di Riccardo Bigon e non sarà facile sbrogliarsene senza correre il rischio di bruciarsi. Ha fatto le prove generali nel mercato di gennaio, capendo alla perfezione la difficoltà dell'impresa. Il pacco, insomma, per una volta lo hanno fatto ai napoletani. Anzi, più di uno.
L'ultimo, in ordine di arrivo, è stato Datolo. Un giocatore di cui ricorderemo la mitica rimonta di Torino e poco altro. Doveva essere l'esterno di sinistra atteso da anni; ora c'è Dossena e tanto basta per capire la bontà dell'investimento. La squadra che si è mossa con maggior decisione sul gaucho è stata il Grenoble ma la retrocessione dalla Ligue 1 francese ha complicato, non poco, la faccenda. Il giocatore non accetterebbe infatti un declassamento. Ad ogni modo, in Francia resta aperta anche la pista Saint Etienne. In Argentina, invece, Datolo piace molto a Boca e Velez ma vi sono due scogli difficilmente superabili: l'ingaggio (ci risiamo) da 900, 000 euro ed il parere negativo del giocatore, che vorrebbe continuare la sua avventura europea dopo il prestito in Grecia. Ne riparleremo. Rimanendo oltre le Alpi, vi è poi da sistemare la questione De Zerbi, che ha vinto il campionato di Romania con il Cluj di mister Mandorlini e, in caso di riconferma, avrebbe la possilità di giocare in Champions League. Qui la questione è semplice: se il tecnico resterà anche l'anno prossimo, ci saranno alte probabilità di conferma pure per il fantasista. Il problema è che, nonostante la vittoria del titolo, la conferma del tecnico italiano non è così scontata per la flessione finale che avrebbe potuto compromettere la lunga cavalcata. Vi terremo aggiornati.
Venendo alle cose di casa nostra, l'unica trattativa che si può definire in tempi piuttosto brevi è quella relativa al Panteron: un rinnovo dell prestito tra Napoli e Bologna, la soluzione più indolore. Difficile parlare invece della situazione dei due "cadetti" Pià e Bucchi, impegnati nella rincorsa alla Serie A con le maglie di Torino e Cesena, anche se non è da escludere una riconferma del brasiliano nella batteria degli attaccanti granata, in caso di promozione. Finito? Nemmeno per sogno. Potevamo tralasciare Nicolas Gaston Navarro? Per carità. Il desaparecido, almeno dal campo, gode di buona salute nella sua Argentina e fa parlare di sè per le epiche gesta fuori dal campo. Niente di nuovo. Risse e sbronze sono all'ordine del giorno mentre le apparizioni su un terreno verde, con la maglia del River Plate, solo un lontano miraggio. Una delle tante operazioni inspiegabili che ora dovrà sistemare Riccardo Bigon con buona pace dei tifosi, dei loro fegati e alla faccia di tutti quelli che, non molto tempo fa, venivano ritenuti sapientoni.
