LA FASE DIFENSIVA ACCUSA PROBLEMI , MA GLI INTERPRETI NON CAMBIANO: DOV’E’ FINITO FERNANDEZ?
Eppure se ne diceva un gran bene. Ed a parlarne non era un semplice seguace degli azzurri nel ritiro pre campionato di Dimaro, ma il capo di quella combriccola che da lì a poco più di un mese si sarebbe trovata catapultata nel calcio che conta dopo vent’anni di assenza: “Sono molto colpito da Fernandez. Si è subito calato nella nuova realtà, integrandosi con i nuovi compagni e attirando positivamente la mia attenzione. Sono certo che potrà fornire un grande contributo”. Parola di mister… Parole però che sembrano esser lontane anni luce, quando poi in realtà son passati soltanto sette mesi. Sette mesi in cui il mister Mazzarri sembra aver completamente accantonato il difensore argentino, che colleziona da un po’ di tempo a questa parte un numero infinito di panchine. Eppure i presupposti non erano questi. Giunto alle falde del Vesuvio, il suo ruolo “ufficioso” era quello di vice-Cannavaro, ed infatti nella trasferta più ostica che il Napoli ha fino ad ora affrontato, vale a dire quella bavarese dello scorso due novembre, è stato così: Cannavaro squalificato, gioca Fernandez! Esordio nella massima competizione europea per club. Gli azzurri vanno sotto tre a zero ed il Flaco non sembra esente da colpe, ma alla lunga l’ex Estudiantes esce fuori con autorevolezza , risultando decisivo in zona gol e riaccendendo la speranza con due colpi di testa che accorciano le distanze rifocillando una partita che sembrava incanalata su dei binari morti. Ed è questo l’apice (sino ad ora) della carriera dell’argentino in maglia azzurra. Da quel momento in poi, a parte qualche sporadico esperimento come centrale di destra nei tre di difesa, tanta (troppa) panchina e qualche episodica apparizione nei minuti finali di taluna partita. Anche il rendimento non eccelso dei suoi compagni di reparto Campagnaro e Cannavaro non gli sono valsi la fiducia del mister, che nonostante sia ricorso ad un po’ di tourn-over negli ultimi impegni, non ha mai preso in considerazione il numero ventuno partenopeo. La bocciatura più bruciante e palese è sicuramente quella del match infrasettimanale dello scorso primo febbraio contro il Cesena: Cannavaro squalificato, gioca Fernandez? Sembrava assistere ad una sorta di deja vù, ma stavolta la storia non si è ripetuta. Il mister di San Vincenzo preferisce affidarsi all’usato sicuro, schierando il fedelissimo Aronica nel non usuale ruolo di centrale del pacchetto arretrato partenopeo e relegando nuovamente il povero Fernandez al ruolo di scalda panchina. Che sia (ancora una volta) il modulo il problema? Allora perché ostinarsi a continuare su questa strada? L’età ed il tempo sono (per fortuna) dalla sua parte, ma dispiace vedere un investimento (l’ennesimo) estivo relegato ai margini di una squadra che nelle ultime uscite ha mostrato proprio nella fase difensiva numerose incertezze. Nonostante questo nel mercato di riparazione si è deciso di non intervenire. E nonostante questo si decide di puntare sempre sugli stessi uomini, seppur questi non siano al meglio. Ma in fondo si sa, il mister è da sempre abituato a lavorare con rose ristrette, di massimo 17/18 giocatori… Gli altri (Fernandez, Donadel, Grava, Lucarelli etc…) possono anche restarsene a casa! No, dati gli ultimi risultati, meglio metterci il punto interrogativo, vero mister?
