L’alba di una nuova era: re Carlo per la svolta

L’alba di una nuova era: una svolta epocale, un colpo di teatro che soltanto un uomo di spettacolo, brioso e vulcanico, come Aurelio De Laurentiis poteva mettere in scena in una turbolenta serata di fine maggio. Archiviato in un batter d’occhio l’estetismo del bel gioco sarriano. Serviva soltanto un nome di prestigio per ravvivare una piazza che ha amato smisuratamente il tecnico di Figline, chiedendo a gran voce la sua permanenza. Il patron anche stavolta ha sorpreso tutti, e dopo aver “scaricato”, legittimamente un allenatore che non aveva Napoli come prima opzione, ha deciso di scrollarsi di dosso le stigmate di “vincitore dei bilanci” o del fair-play finanziario, mettendo a segno un colpo da novanta che inevitabilmente segnerà l’inizio di un nuovo ciclo. Carlo Ancelotti è il secondo top nell’era De Laurentiis a sedersi sulla panchina azzurra, un tecnico che ha vinto tutto ed è pronto ad imbattersi in una sfida straordinaria in una delle piazze più calde d’Europa, con l’obiettivo di rilanciare il Napoli in Champions League, dopo un percorso a dir poco deludente. Si tratta tuttavia di un trasferimento totalmente differente, in quanto a differenza di Benitez, che aveva firmato un contratto annuale più opzione per il secondo di 3,5 milioni a stagione (medesima cifra offerta anche a Walter Mazzarri per il rinnovo), De Laurentiis in questa circostanza ha puntato in maniera pesantissima su Ancelotti, il quale percepirà circa 5 milioni a stagione di base fissa, con la possibilità di arrivare a 6,5 milioni attraverso una serie di bonus, con un’intesa triennale. Tale aspetto denota chiaramente una svolta, dal momento che il patron non aveva mai deciso di investire una cifra così esorbitante per un allenatore, che tra l’alto, considerando i precedenti, avrà sicuramente richiesto l’allestimento di una rosa di livello prima di mettere nero su bianco. Dopo un decennio caratterizzato da ripetute qualificazioni in Europa ed il miracolo sportivo soltanto sfiorato con la conquista dello Scudetto, De Laurentiis avrà finalmente deciso di dare un taglio netto alla regola giocandosi il tutto per tutto, affidandosi ad uno dei migliori in circolazione. Del resto dinanzi ad uno che ha vinto diciannove trofei tra Milan, Chelsea, PSG, Real Madrid e Bayern Monaco è assolutamente lecito tentare il tutto per tutto, mettendo un attimino da parte i conti, i bilanci e le casse del club. Ancelotti-Napoli, questo matrimonio s’ha da fare, questo connubio fa sognare!

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