Jorginho regista dell’orchestra azzurra

La vittoria di Palermo porta la firma non solo del solito Pipita ma anche di Jorginho che oggi ha dominato in mezzo al campo.

È tornato. Possiamo dirlo. Si è ripreso le chiavi del centrocampo azzurro il numero 8 azzurro. Jorginho oggi ha saputo nuovamente far girare la squadra come un mese fa. La gara di oggi non era di certo semplice viste le premesse in un ambiente dove il caos regnava sovrano ma che avrebbe potuto avere insidie per il Napoli. Le non perfette condizioni fisiche di Hamsik e lo stato spesso di confusione in mezzo al campo di Allan, hanno raddoppiato il lavoro di Jorginho. Il metronomo azzurro non si è sottratto e ha fatto girare palla come meglio credeva mettendo spesso i compagni davanti al portiere. Basti pensare alle due occasioni limpide di Hamsik a fine primo tempo e di Insigne nella ripresa che potevano trasformarsi in altrettanti gol. Albiol e Higuain sono i suoi punti di riferimento e lui li usa a suo piacimento per accendere il gioco del Napoli e macinare il solito straripante possesso palla . È un piacere vederlo giocare di prima e le sue pennellate sono degne del miglior Van Gogh. Forse l’avvocato Agnelli avrebbe usato questo pittore per descrivere le giocate dell’italo-brasiliano. Genio e sdregolatezza. Conte forse dovrebbe guardarlo un po di più vista la penuria di registi veri in Italia dopo i limiti di eta’ di Andrea Pirlo e i problemi fisici di Verratti.

Per adesso Jorginho continua a fare le fortune del Napoli che grazie al lavoro di Sarri ad inizio stagione e alla determinazione del ragazzo stesso, ha recuperato un giocatore che sembrava ormai perso e fuori dagli schemi. Jorginho invece adesso è un fulcro imprescindibile del gioco del Napoli e con lui in posseso palla il Napoli può dormire sonni tranquilli.

Antonio Lembo

Laureato in Ingegneria Elettronica nel 1999 e Giornalista Pubblicista dal 1996 grazie all'esperienza formativa in Rotopress.

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