INTER-NAPOLI 08/05/1955 (1-4)

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Bastano purtroppo le dita di due mani per contare i successi azzurri nella  " tana " della San Siro nero azzurra. La vittoria più eclatante in termine di scarto nel punteggio ( pari a quella ottenuta per 3 -0 lo scorso 1 ottobre 2011 ), è stata ottenuta l' otto maggio 1955, quasi al termine di una stagione non esaltante né per il Napoli né per l' Inter, che oltre tutto sulle maglie si fregiava dello scudetto vinto nel campionato precedente. La classifica alla fine recitò : Napoli 6° ed Inter 8°, rispettivamente con 38 e 36 punti, ben lontani dal Milan campione che di punti ne totalizzò 48 ( c' erano ancora i due punti per vittoria ). Il ricordo di quel lontano fragoroso exploit, ci da l' occasione di parlare di due giocatori non passati alla storia come dei campionissimi, ma senza' altro ammirabili per umiltà e spirito di sacrificio dedito alla causa. Agli ordini dell' arbitro Bellè, così si schierarono le squadre : Inter con Ghezzi ( detto " kamikaze " per le sue uscite spericolate ), Giacomazzi, Padulazzi, Bonifaci, Bernardin, Nesti, Armano, Lorenzi ( il famoso diabolico " Veleno ) , Redegalli, Skoglund ( fuoriclasse svedese troppo amante purtroppo della bottiglia ), e Salvioni. Il Napoli, ancora allenato da Eraldo Monzeglio, così rispose : Bugatti, Comaschi, Vinyei, Ciccarelli, Tre Re, Granata. Pesaola, Beltrandi, Jeppson, Posio e Masoni. La gara in pratica non ebbe storia ; già dopo 10 minuti i " nostri " andarono in gol con Masoni, e a poco servì ai padroni di casa il temporaneo pareggio siglato su rigore da Armano al 17 °. Gli azzurri segnarono di nuovo con Beltrandi al 29°, triplicando poi il punteggio poco prima dell' intervallo, grazie al secondo gol personale messo a segno da Masoni al 44°. La ripresa di giocò in pratica per onor di firma, l' Inter non ebbe la forza di risalire dal doppio svantaggio, ed addirittura gli azzurri realizzarono il quarto gol con Beltrandi all' 80°, che insieme a Masoni realizzò quindi una doppietta a testa, per il clamoroso 4 -1 finale a favore del Napoli. Rodolfo Beltrandi, emiliano di Imola nato la vigilia di Natale del 1930, cresce nella squadra della sua Città, prima di approdare alla Fiorentina nel 1949. Dopo quattro campionati trascorsi in viola, fa tappa ad Udine prima di arrivare a Napoli nel 1954, dove gli spetta il non facile compito di sostituire il partente Formentin. Gran faticatore ed infaticabile cursore di centrocampo, nei sei anni trascorsi all' ombra del Vesuvio spicca per la costanza di rendimento, che lo porta a totalizzare in maglia azzurra 162 partite con 12 gol. Va poi a concludere una più che dignitosa carriera prima a Salerno e poi a Varese. Farnese Masoni invece, pisano d.o.c. nato il 6 luglio 1927, era ( come si direbbe oggi ) un esterno di attacco di buon livello con un discreto fiuto del gol. Dopo aver militato con il Pontedera, il Pescara e la Cremonese, nel 1950 eccolo a Napoli. Disgraziatamente un gravissimo infortunio subito proprio nella sua Città, a Pisa, ne condizionerà il rendimento negli anni a seguire, tanto che in quattro stagioni giocherà soltanto in 25 occasioni, con un bottino di 9 gol. Per entrambi, quella gara di a San Siro, fu il loro fiore all' occhiello della propria avventura in riva al golfo. Per il Napoli la grande soddisfazione di aver battuto ( e in che modo poi ! ) a domicilio i campioni d' Italia uscenti. Mica poco…

STATISTICHE

Su 66 partite, l' Inter si è imposta in ben 44 occasioni, l' ultima volta la sera della Befana del 2011 per 3 -1, grazie ad una doppietta di Thiago Motta al 3° ed al 55° minuto, inframezzata dal temporaneo pareggio siglato da Michele Pazienza al 25°, e da Cambiasso al 37° del primo tempo. Il pareggio è uscito 14 volte ( l' ultimo risale addirittura ai tempi di Marcello Lippi, 0 -0 il 20 -02-1994 ), mentre gli azzurri ( solo 8 le vittorie a Milano ) hanno vinto trionfalmente l' ultimo confronto per 3 -0, la sera del 1 ottobre 2011. Primo gol di Hugo Campagnaro al 42°, raddoppio d Maggio al 56° e tris conclusivo di Marek Hamsik ad un quarto d' ora dalla fine. Domenica sera però anche un 1 -0 andrebbe più che bene per suonare la nona sinfonia nella " Scala " del calcio…    

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