IL TURN OVER NON HA DATO GLI ESITI SPERATI

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C’era da fare felici i coraggiosi tifosi del Napoli residenti nella capitale e accorsi in massa all’Olimpico per incitare Lavezzi e compagni nonostante il freddo polare che anche ieri ha stretto nella morsa la capitale: così non è stato!In una partita che passerà alla storia più per il record negativo di spettatori presenti sugli spalti che per lo spettacolo visto in campo, gli azzurri offrono una prestazione scialba ed impalpabile, subendo troppo una modesta squadra come la Lazio.Il match di coppa Italia doveva essere una vetrina per molti giocatori che non trovano spazio in campionato, un’occasione per dimostrare il loro valore al tecnico Reja e alla società. Per molti, al contrario, è stato il canto del cigno di un’avventura in maglia azzurra ormai agli sgoccioli.Non è facile essere gettati nella mischia dopo mesi di panchina e per di più con la consapevolezza di essere all’ultimo banco di prova per dimostrare di essere degni di indossare la maglia azzurra.Un turn over ben congeniato ed utile dovrebbe prevedere un innesto graduale e disciplinato di singoli giocatori, non una sorta di improvvisato recupero di atleti ormai disabituati alla trance agonistica di cui è pervaso, invece, chi gioca con maggior frequenzaNon si comprende, pertanto, quale utilità abbia avuto per Reja questo turn over attuato senza criterio, quasi come fosse una pubblica gogna per giocatori tra i quali molti sono in aperto conflitto con il tecnico.

A parte Rullo, i singoli Dalla Bona, Calaiò, Montervino e Maldonado hanno sfoderato una prova degna, senza infamie e senza lodi, ma l’impressione che si è avuto in campo ieri è che il Napoli non può prescindere da giocatori come Gargano,Hamsik, Lavezzi e Zalayeta, giocatori che compongono la spina dorsale della squadra del nuovo corso nella massima serie.Il mercato di gennaio servirà più a sfoltire la rosa ed eliminare conflitti interni allo spogliatoio, ormai insanabili, più che continuare l’opera di edificazione di un Napoli competitivo.Certo è che in quest’ottica di rafforzamento tutti devono sentirsi alla prova ed in bilico, tecnico compreso.Perché se è vero che i limiti tecnici e caratteriali di alcuni giocatori sono evidenti, anche Reja ha dimostrato, in alcune occasioni, di non saper gestire una partita o uno spogliatoio. Gli sguardi e i gesti di Dalla Bona dopo il gol e di Calaiò dopo la sostituzione sono emblematici di un rapporto non solo poco idiliaco ma anche poco chiaro.Vedremo se a gennaio Marino ragionerà a breve o a lungo termine, darà ragione agli investimenti sul mercato del passato o sconfesserà se stesso per assecondare Reja. Sicuramente il Direttore, nel decidere o meno di cedere questi giocatori, dovrà tenere in mente il fatto che il 30 giugno scadrà il contratto del tecnico friulano e che in qualsiasi altro modulo che non sia l’anacronistico 3-5-2, giocatori come Dalla Bona e Calaiò troverebbero sicuramente spazio o, almeno, sarebbero impiegati con più frequenza e con maggior criterio.Turn over, quindi, senza logica quello attuato da Reja che più che costruire ha definitivamente demolito.Dal mercato di gennaio si potrà capire cosa ne pensano in merito De Laurentiis e Marino.E’ sicuro, però, che da ogni decisione assunta in quella sede, implicitamente anche il destino di Reja sarà segnato, senza dover aspettare giugno per scoprire che la permanenza del friulano alla guida tecnica del Napoli è anch’essa agli sgoccioli.

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