IL SOGNO DIVENTA REALTA’. IL NAPOLI E’ CAMPIONE D’INVERNO

“CAMPIONI D’INVERNO”

Per l’ultima giornata del girone d’andata, al S. Paolo era in programma l’incontro con l’Ascoli allenato da Ilario Castagner. Sotto una pioggia torrenziale, gli Azzurri riuscirono a scardinare il bunker marchigiano solo dopo un’ora di gioco, grazie ad una giocata di pregevole fattura di Ciro Muro, talentuoso ma incostante trequartista, partenopeo D.O.C. A quel punto tutto divenne più semplice, e le reti di Romano e Bagni che sancirono il 3-0 finale espressero al meglio la differenza di classe esistente fra le due compagini. Contrariamente alla domenica precedente, quel giorno tutto andò per il meglio, dato che al termine dell’incontro si diffuse la notizia che l’Inter al termine di una partita bella e combattuta, era uscita sconfitta dal “Bentegodi” di Verona per 2-1, grazie ad una doppietta dell’estroso danese Elkjaer. Milan e Juventus non andarono oltre il pareggio, cosicché, per la prima volta nella sua storia, il Napoli era Campione d’Inverno con 22 punti, seguito dall’Inter a 20, con la già citata coppia Juve-Milan a seguire a 19. Il sole, sul cielo Azzurro, tornava così a risplendere……..

L’ALLUNGO

Sette giorni dopo (ricordiamo che all’epoca tutte le gare si svolgevano di domenica al medesimo orario) nuovo impegno al S. Paolo con un’altra pericolante, il Brescia dell’allenatore “Gentelman” del calcio italiano Bruno Giorgi, per la prima giornata del girone di ritorno in programma il 18 gennaio 1987. La gara, all’apparenza priva di grosse difficoltà, assunse subito caratteristiche da battaglia, a causa di ripetuti interventi scorretti dello stopper bresciano Chiodini ai danni di Maradona. Trascorsi però quattordici minuti, proprio mentre Diego stava facendosi medicare a bordo campo, in seguito ad un calcio d’angolo, con un imperioso colpo di testa Ciro Ferrara portò in vantaggio gli Azzurri. Con Diego menomato però, il Napoli non riuscì ad impostare il solito gioco infondendo coraggio ai lombardi che riuscirono a pareggiare al minuto cinquantacinque con il brasiliano Branco, famoso per le punizioni dal limite calciate con le “très dodos” le tre dita, che imponevano al pallone traiettorie difficilmente parabili per i portieri. Ancora un brutale intervento di Chiodini mise letteralmente k.o. il “Pibe de Oro” costretto a lasciare il posto a Gigi Caffarelli al 62°. In un clima surriscaldato, lo scaltro De Napoli, capì al volo come risolvere l’intricata matassa, buttandosi a capofitto in area e ottenendo un generoso rigore che il preoccupato arbitro Coppetelli si affrettò a concedere al 64°. In, mancanza di Diego, sul dischetto andò Bruno Giordano che, con una botta secca e precisa non lasciò scampo al lungo portiere delle “Rondinelle” Aliboni.

Con il punteggio di 2-1 si chiuse così l’incontro, cui fecero seguito astiose polemiche causa il gioco duro praticato dai Lombardi. Niente di nuovo in classifica, con Inter e Juve vincitrici dei rispettivi incontri.

A fagiolo capitò la sosta per la Nazionale, consentendo a Diego di riprendersi al meglio per la trasferta di Udine del 1° febbraio. In Friuli, gli Azzurri non ebbero difficoltà ad imporsi autorevolmente per 3-0, con una doppietta di Maradona (1° gol su rigore) ed una rete nel finale di “Rambo” De Napoli. Gli Azzurri si mostrarono così sempre più consci del ruolo di leader che la classifica loro assegnava. Come un fulmine a ciel sereno però, Maradona venne squalificato per una giornata a seguito delle dichiarazioni post-partita di Firenze.

Così senza Diego, il Napoli scese in campo al S. Paolo l’otto febbraio 1987 contro l’Avellino allenato da una vecchia gloria Azzurra, “O Lione” Vinicio. La diga Irpina venne spezzata solo dopo otto minuti della ripresa, grazie ad un gol di Salvatore Bagni, lesto a riprendere una difettosa respinta del portiere Di Leo su una punizione calciata con forza da Renica. Come ad Udine, quel giorno anche Giordano non poté essere schierato causa un infortunio alla caviglia; ci pensò però Carnevale a non farlo rimpiangere, siglando al 68° ed al 78° una bella doppietta, che suggellò il secondo 3-0 consecutivo (quarta vittoria di seguito) messo a segno dagli Azzurri. L’Inter però era sempre lì a quota 26, a due punti di distanza dal Napoli. Più staccata a – 4 si posizionava la Juventus di “Le Roi” Platini, mentre a – 5 inseguivano la Roma e il Milan.

Tutto questo alla vigilia dell’importante trasferta di Torino, sponda granata.

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