IL PAREGGIO E’ IL RISULTATO PIU’ FREQUENTE AL SANT’ ELIA

E’ il pareggio il risultato nettamente più frequente, nella storia dei confronti fra Cagliari e Napoli ( 26  di cui 4 in B ), uscito in ben sedici occasioni, contro tre successi azzurri e sette vittorie rossoblu. Curiosamente, le sole quattro partite disputate nella serie cadetta, aprono e chiudono l’ amarcord di questo match oggi dal sapere particolare, legato purtroppo anche da spiacevoli risvolti politico – sociali. Il 29 –9 –1963 due doppiette a testa del grande Gigi Riva e di Glauco Gilardoni  per il Napoli firmarono il 2 –2 finale, nella stagione che vide per la prima volta in assoluto il Cagliari conquistare la serie A, raggiunta dal Napoli nel campionato seguente. Nel 1965 –’66, il neopromosso Napoli, guidato rispettivamente in campo da assi come Sivori ed Altafini, ed in panchina da un marpione come “ Petisso “ Pesaola, proprio con due gol realizzati dal diabolico Omar, s’ impose per 2 –0 al vecchio “ Amsicora “, che sarà il teatro anche dello storico scudetto del 1969 –’70. L’ anno dopo, gli azzurri si lagnano per alcune decisioni arbitrali, ma lo 0 –0 di partenza non viene schiodato, risultato che si ripeterà anche nel 1968 –’69. In mezzo, il 15 ottobre 1967, due rigori firmati dai rispettivi bomber ( Riva ed Altafini ), fissano il match sull’ 1 –1.

Arriva la prima vittoria per il Cagliari solo nell’ anno del già citato storico scudetto ( 2 –0, gol di Riva e Gori ), mentre il 28 –5 –1971, alla rete iniziale azzurra di Ghio, sarà l’ ancor oggi maggior cannoniere di sempre della Nazionale, ad andare in gol ( finale 1 –1 ), prodezza che gli riuscirà anche nel 1971 –’72, quando un suo gol dopo soli otto minuti, dà il “ là “ al 2 –1 conclusivo. Una sfortunata autorete di Pogliana, a cui solo parzialmente rispose Manservisi con una gran botta da fuori al 45° del 1° tempo, completano il tabellino di quella triste giornata ( 7 novembre 1971 ). Non andrà meglio l’ anno dopo : un gol di Bobo Gori al 43° del primo tempo, regala la vittoria ai suoi. La stagione 1973 –’74 per le due squadre, si apre proprio al “ S. Elia “ ( costruito dopo la vittoria tricolore ), ma il tanto atteso “ esordio “ deluderà le aspettative di entrambe le tifoserie : 0 –0 finale, con pochi pericoli creati dai rispettivi attacchi. Il 23 marzo 1975 invece, un Napoli lanciato all’ inseguimento della Juventus, venne frenato sull’ 1 –1 da un uomo destinato a tatuare indelebilmente la storia azzurra : Ottavio Bianchi, che pareggiò il vantaggio azzurro raggiunto grazie ad un autogol di Mancin. Ancora Napoli in vantaggio, di nuovo agguantato il 7 marzo 1976 ; al gol di “ Birillo “ Orlandini, a cui fecero seguito diverse occasioni fallite dalla “ Vinicio band “, rispose nella ripresa Quagliozzi addirittura in contropiede ( naturalmente finì 1 –1 ). Termina a fine stagione la favola del Cagliari di Riva, che retrocede dopo dodici anni in serie B, per risalire fra le “ elette “ nel campionato 1979 –’80, e, grazie ad un gol del vecchio Brugnera ( l’ ultimo superstite dello scudetto ) al 50° minuto batte il Napoli il 20 –1 –1980, mentre, il 26 ottobre dello stesso anno, il match termina a reti inviolate. Burrascoso sarà invece l’ incontro del 20 –9 –1981; dopo il Claudio Pellegrini al 33°, abile a sfruttare un’ incertezza dell’ estremo difensore sardo, fortemente contestato fu il pareggio siglato da Selvaggi al 70 ° in sospetto fuorigioco, che scatenarono proteste così forti da parte degli azzurri, che gli stessi dovettero affrontare la fine della gara addirittura in 9 uomini, pena la doppia contemporanea espulsione di Vinazzani e Bruscolotti.

Drammatico ( sportivamente parlando s’ intende ) fu invece il match del 28 –11 –1982: un gol dell’ ex-azzurro Restelli, a soli nove minuti dal fischio finale, decretò la fine dell’ avventura in riva al golfo di Massimo Giacomini, tecnico dall’ eleganza ( nel senso del vestire ) sopraffina, nonché buon conoscitore di calcio. L’ embargo del Cagliari dalla serie A ( nel 1982 –’83 i sardi retrocessero ) dura sino alla stagione 1990 –’91. Un gol dell’ indigeno Zola al 68 °, salva gli allora campioni d’ Italia dalla sconfitta ( per il Cagliari in rete andò Cornacchia ). Dopo lo 0 –0 del 1992 –’93, con un centro del talentuoso uruguayano Francescoli, il Cagliari il 6 –12 –1992 vince per 1 –0, con grosse lamentele da parte azzurra per un penalty non concesso sul grande ex, il “ Paesano “ di Francescoli, al secolo Daniel Fonseca. Il quale però, si rifà con gli interessi l’ anno dopo, firmando la doppietta del 2 –1 finale, che regala al Napoli il successo a Cagliari dopo la bellezza di ventisette, lunghi anni. L’ impresa riesce pure nella stagione seguente: 1 –0, con gol al quarto d’ ora, dell’ Avv. Pecchia. Il quale Pecchia, ripeterà la prodezza anche il 24 –11 –1996, firmando in mischia proprio al 90°, l’ 1 –1 conclusivo, dopo ( per la verità meritato ) gol rossoblu siglato da Roberto Muzzi. In mezzo, da ricordare un rovescio azzurro nella stagione 1995 –’96 ( 2 –0, con doppietta del difensore Firicano ). Gli ultimi tre incontri, tutti disputati in serie B, hanno avuto sempre lo stesso andamento : Napoli in vantaggio, e Cagliari a rincorrere. Alla resa dei conti, il campo riserverà ad entrambe la stessa sorte, quella della divisione della posta. Il 24 –2-2002, al gol dell’ attuale milanista Jankulovsky, il Cagliari rispose con una rete di Cammarata. Il 14 settembre 2002, a Stellone e Floro Flores, ancora Cammarata e Langella firmarono i gol per un divertente 2 –2 conclusivo. Uno ad uno infine, il 2 –11-2003, con gol di Pasino ( per il Napoli ), e pareggio di Loria. Ora più che mai, visto che la vittoria in trasferta manca dalla trionfale giornata di Udine ( ed era settembre…), e visto che il Cagliari non sembra proprio attualmente avversario fra i più trascendentali, non sarebbe il caso di cogliere il 4° successo della storia in Sardegna ?. Più che mai, ora come ora, Reja lo spera con tutto il cuore… 

 

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