NAPOLI- LAZIO 2-4-78 (4-3)
Tutti abbiamo negli occhi l’entusiasmante Napoli – Lazio dello scorso 3 aprile 2011, terminato 4 –3 con la fantastica tripletta messa a segno dal “ Matador “ Cavani. Se facciamo un salto di ben 33 anni ( e mezzo ) fa, nell’almanacco delle sfide fra il “ ciuccio “ e l’ “ aquila “, ne troviamo un altro forse meno incerto e rocambolesco, ma senz’altro egualmente divertente, per i 75.000 che affollarono il San Paolo il 2 aprile 1978, per quella che doveva essere la “ sfida “ fra l’ allievo ( Gianni Di Marzio ) ed il maestro ( Luis Vinicio ), nell’ennesima rivisitazione della storia di Giotto e Cimabue. Difatti, circa dieci anni prima, Vinicio era allenatore dell’ InterNapoli, con a fianco Di Marzio come suo secondo. In quella squadra militante in serie C, che i più vecchi sportivi napoletani ricordano con simpatia, giocavano sia Chinaglia e Wilson ( futuri condottieri della Lazio scudettata del 1974 ), che Peppeniello Massa, protagonista del Napoli viniciano. Ed in più, c’era la curiosità per il popolo di Fuorigrotta, di rivedere all’ opera in veste di avversario l’ amatissimo “ Lione “, che aveva condotto il Napoli ad un magnifico 2° posto nel 1975, facendolo giocare a tutto campo, come la “ Grande Olanda “ di Cruyff, Neskeens e Rudy Krol. Ma proprio all’ indomani della domenica precedente, dopo una brutta sconfitta subita per 3 –1 a Foggia, e con la squadra ai margini della zona retrocessione, squassata da feroci polemiche interne, Vinicio era stato a sorpresa sollevato dall’ incarico, a favore di Bob Lovati, uomo di sempre della società biancoceleste, in tutti i ruoli possibili e immaginabili. Il Napoli era invece reduce da una vittoria per 1 –0 a Verona, con il povero Mattolini eroe della giornata, con numerose e difficili parate, ed in classifica era 7° con ambizioni di qualificazione in coppa Uefa ( che alla fine, pur se faticosamente arrivò ). Sotto un caldo sole primaverile, davanti a spalti gremiti ( pur con una squadra non eccelsa, gli abbonati erano ben 54.000 ! ) agli ordini dell’ arbitro di professione bancario Sergio Gonella ( che qualche mese dopo arbitrerà la finale dei mondiali fra Argentina e Olanda ), così il Napoli scese in campo : Mattolini, Bruscolotti, La Palma. Reestelli, Ferrario, Stanzione. Massa, Juliano, Savoldi, Pin e Capone. Lovati rispose con : Garella, Pighin, Ghedin. Wilson, Manfredonia, Cordova. Garlaschelli, Lopez, Giordano, Martini, Agostinelli. Come si noterà, in quella Lazio, giocavano due futuri primattori del Napoli campione d’ Italia edizione 1987 : Bruno Giordano e Claudio Garella. Forte di un miglior condizione fisica e psicologica, il Napoli va già in gol al 6°. Ecco come : cross di Capone ( che come vedremo sarà il grande protagonista di giornata ), Pin tira, Garella respinge corto, si avventa Juliano per l’ 1 –0. Gli azzurri insistono, e al 25° raddoppiano, con “ Beppe – gol “ Savoldi, abilissimo a …controllare con il braccio un altro crossi di Capone, e ad infilare spietatamente di nuovo Garella, con una gran botta di collo destro. Finalmente la Lazio ha un sussulto a fine primo tempo, andando in gol grazie ad un rigore di Giordano, a seguito di un “ sandwich “ effettuato proprio ai suoi danni da Bruscolotti e Juliano. Il primo tempo si chiude così sul 2 –1. Nella ripresa il Napoli parte deciso a chiudere il match, e sale in cattedra Antonio “ Al “ ( cos’ scherzosamente veniva chiamato ) Capone che segna per ben due volte. Prima al 55° entrando in scivolata su un servizio di Restelli, e poi al 61°, quando con una sferzante piroetta fa fuori Wilson realizzando il 4 –1, mandando in sollucchero i gli “ aficionados “ di Fuorigrotta. Sembra davvero finita, ma incredibilmente nel finale, la gara si riapre. Approfittando di un eccessivo rilassamento da parte degli azzurri, la Lazio si rifà sotto con Giordano ( che segna di testa ) e con Lopez ( che va in gol con un’ azione personale ) , ai minuti 83 e 85. Ora sugli spalti qualcuno si inquieta, ma il risultato non muterà più : Napoli batte Lazio 4 –3. Proprio come lo scorso 3 aprile…
