IL CAPOLAVORO DI RAFE’: AFFRONTARE I TABU’ SENZA PAURA

IL CAPOLAVORO DI RAFE’: AFFRONTARE I TABU’ SENZA PAURA src=

Tre indizi fanno una prova, lo insegna la letteratura scientifica e lo conferma la realtà quotidiana. In Italia il Napoli è pronto per competere con le grandi, perché con le piccole non perde punti. Ha asfaltato il Bologna, travolto il Chievo e superato con un po’ di fatica l’Atalanta. Una conferma che il calcio di un secolo fa proposto da Colantuono è destinato a soccombere se di fronte hai una squadra che sa giocare a calcio. Benitez intende il calcio come una scienza (quasi) esatta, ed è per questo che il digiuno di gol durato più di un’ora trova una risposta. Rivoluzionato da un turn-over integrale (sei cambi nell’undici capace di espugnare Verona), il nuovo Napoli ha recitato ugualmente uno spartito tattico fatto di possesso palla e gioco palla a terra. Si è perso negli ultimi sedici metri, trovando l’ultimo passaggio solo quando l’allenatore ha aumentato la qualità mandando in campo Callejon e, soprattutto, Hamsik.Se fosse partito calando subito gli assi, non è detto che avrebbe ottenuto lo stesso risultato in minor tempo, perché è con il passare dei minuti che l’avversario perde concentrazione ed energie sia fisiche che mentali. Lo dimostra l’espulsione di Cigarini, oltre che gli spazi concessi dal folto pacchetto arretrato. E Benitez non ha mandato allo sbaraglio un gruppetto di gregari, bensì calciatori che hanno dimostrato di applicarsi e di poterci stare, al di là di qualche limite piuttosto evidente.Qualunque cosa accadrà nelle prossime ore, il Napoli si presenterà al cospetto dei vice campioni d’Europa da primo della classe del suo paese, con tre vittorie in altrettante partite ufficiali. Un bel biglietto da visita, accompagnato da tanta fiducia. Rispetto a due anni fa, non ci sarà l’effetto sorpresa. E’ abituata la città, la squadra molto di più, soprattutto l’allenatore, che quando ascolterà la musichetta si sentirà a casa più di quanto non lo sia già dopo appena due mesi di Napoli.In sessanta giorni, Rafa Benitez ha costruito un piccolo capolavoro. E’ riuscito a cancellare un passato fatto di risultati ma pochi successi trasformandolo in un presente in cui coesistono vittorie e spettacolo. Di lui si è innamorato un popolo che ne apprezza cultura, eleganza e stile. All’orizzonte, due esami che dovranno confermare la personalità di un gruppo chiamato a confrontarsi con due tabù: il calcio tedesco-totale del Borussia Dortmund ed il Milan a San Siro. Con curiosità, ma senza timore: per una volta, saranno gli altri ad avere paura di misurarsi con il Napoli di Rafè.

 

 

Translate »