BELLISSIMI A META’
Ci sono partite difficili da raccontare. Gli scribi devono comunque farlo, anche quando il filo di coerenza è talmente sottile da sembrare invisibile. E l’unica spiegazione logica che può spiegare Napoli-Porto è la stessa che ha determinato l’evoluzione di Torino-Napoli: se sbagli troppo, alla fine paghi.Il prezzo da pagare, in questo caso, è alto. E’ quel biglietto che vale un posto tra le migliori otto della seconda fascia europea, traguardo lontano 25 anni e soltanto sfiorato. Il Napoli poteva ipotecarlo in sessanta minuti da sogno, quelli che hanno mostrato il volto migliore di una squadra internazionale.E’ da quel volto che si dovrà ripartire, per evitare ancora che in pochi minuti si possa buttare al vento quanto di buono costruito in un’ora. Perché per fare strada a certi livelli non basta l’abito da sera, ma servono anche esperienza e qualità. Tanta. Molta di più di quanto questa squadra non abbia fatto vedere. Il calcio sa anche essere ingiusto, ma non è la prima e non sarà l’ultima volta che fa strada chi non merita. La fortuna non c’entra, per vincere bisogna andare oltre. Come? L’esperienza insegna: con un altro mercato all’altezza di quello di un anno fa. Senza essere avari, soprattutto senza più sperperare. Guardare al futuro riflettendo sul passato ma continuando a pensare al presente. Adesso si può davvero pensare di provare a rincorrere il secondo posto. Il prossimo impegno extra-campionato è la finale di Coppa Italia, ma c’è da aspettare maggio. Nel frattempo, ecco 30 punti in palio. Ancora tanti.Non è ancora tempo di bilanci. Lo sarà a fine stagione. Si possono solo tirare le somme europee. 12 punti in Champions, ma non è bastato. Un record positivo ma non sufficiente. Una sola sconfitta in Europa League, la più pesante di tutte. Costata carissima. Nonostante un San Paolo imbattuto.La Juventus resta l’unica italiana a rappresentare il nostro bel (?) paese in ambito internazionale. Padrona assoluta in Italia, claudicante al di fuori dei patri confini. Ha dovuto ricostruire, ha speso molto e bene, ma all’estero non detta legge. Investirà ancora. Il Napoli dovrà tenere il passo. Non sarà facile.Non resta che affidarsi a chi ha dominato la scena conquistando 10 titoli. Stavolta il Re di Coppe non è bastato, ma ha dimostrato che le sue squadre sanno giocare a calcio. Non tutti, però, possono recitare certi copioni: completategli l’opera, e lui metterà la sua firma su una Grande Bellezza.
