Fuori tutto è Magnifico
Non si può coniare più alcun termine per definire un uragano che dal mese di novembre si è abbattuto sull’Italia intera: un genio che indossa la maglia numero 24 e continua ad incantare tutti settimana dopo settimana. Le statistiche non possono che accompagnare e mettere un timbro dinanzi a tale prefazione: 17 reti in campionato, un numero pressochè identico a quello fatto registrare dal talento frattese nelle scorse tre stagioni. Va a segno con una media di un gol ogni 167 minuti, e per lui si aggiungono anche 8 assist di pregevole fattura, che fanno sì che sia ormai un pilastro anche della nazionale italiana. Durante l’avvento mazzarriano lo scugnizzo di Frattamaggiore non scendeva in campo con regolarità e oltre a ciò va ricordato che non aveva in ogni caso una collocazione tattica ben precisa. Talvolta seconda punta alle spalle di Cavani, all’occorrenza centravanti puro, la stagione 2012/13 non si concluse in linea con le aspettative di ogni addetto ai lavori: 5 reti e tanta, forse eccessiva panchina per un talento puro che non era stato valorizzato nel modo giusto. Con l’arrivo di Rafa Benitez le cose sono cambiate radicalmente; il tecnico spagnolo fin dalla prima gara ha considerato Insigne un vero e proprio perno del collettivo azzurro. Nel 4-2-3-1, “Lorenzinho” ha raggiunto la propria maturazione, rivelandosi non solo un calciatore fantasioso, dotato di un’estro magico e sublime, ma ancor più ha messo in evidenza una spiccata dote in fase di contenimento, fondamentale per gli equilibri della squadra. Fu proprio grazie alla mano sapiente di Benitez che iniziò a rafforzarsi un asse che ancora oggi è uno dei segreti della bellezza ammaliante di questo collettivo: Insigne-Callejon, fin dal primo istante sono diventati elementi inamovibili nello scacchiere rafaelita, e attualmente anche Maurizio Sarri non è mai riuscito a rinunciare allo scugnizzo di Frattamaggiore, neanche al cospetto di una condizione psico-fisica non del tutto ottimale. Insigne quest’anno ha impiegato un pò di tempo per mostrare tutte le sue potenzialità, tuttavia da quella partita della Dacia Arena è cambiato radicalmente il copione:una tempesta sta continuando a provocare ingenti danni a ogni retroguardia della Serie A. Lorenzo ha effettuato il tanto auspicato salto di qualità, rivelandosi un giocatore completo a tutti gli effetti. Chi avrebbe mai pensato che colui che primeggia tra gli attaccanti per palloni recuperati può vantare numeri così strabilianti. Ebbene, Lorenzo il Magnifico è riuscito a compiere lo step decisivo: uomo a tutto campo, maratoneta del Napoli, ma anche, anzi soprattutto finalizzatore. 17 reti non possono che essere l’inizio di un processo di crescita assoluta, un percorso ancora lungo da compiere, ma che porterà sicuramente il Magnifico a diventare un fuoriclasse assoluto., e chissà quali benefici potrà trarne il Napoli, ci auguriamo sicuramente i più rosei.


