Come volevasi dimostrare…

Termina 1-3 la gara tra Napoli e Lipsia, valevole per l’andata dei sedicesimi di Europa League.

Andamento del match che dal 52′ sembrava a favore degli uomini di Maurizio Sarri, il quale, con il complicarsi della qualificazione, si conferma sempre più uomo di campionato.

Il primo gol stagionale, in gare ufficiali, di Adam Ounas sembrava aver invertito la rotta del Napoli nelle campagne europee quest’anno: una totale debcle.

Una rosa molto risicata, che nel mese di gennaio ha visto ridursi ulteriormente, tra infortuni e cessioni, che non ha saputo difendere il risultato e mettere la qualificazione sui binari giusti.

La doppietta di Werner, ed il gol di Bruma spingono i partenopei con un piede fuori dall’Europa, rilegando la gara dell’ex Zentralstadion una pura formalità, per rilegare il Napoli al solo campionato, come auspicato dall’ambiente partenopeo.

All’in sul campionato, quindi, quale prevedibile conseguenza, quasi scontata, del momento degli uomini di Sarri, sempre più lanciati ad una lotta complicatissima per lo scudetto, contro una rivale di ferro.

Napoli che sembra, per tutta la gara, la brutta copia della squadra compatta e spettacolare che si può ammirare in campionato: con grande spazio per le seconde linee e l’atteggiamento sbagliato di chi è stato chiamato in causa, con poche occasioni crate e nolte disattenzioni in difesa, con 2 gol subiti in contropiede.

Tutti segnali che collimano con l’atteggiamento superficiale e rinunciatario del Napoli versione Europa, che da Donetzk a Rotterdam, passando per Manchester ha visto numerose sconfitte, forse, dettate da una troppa attenzione al campionato che, a questo punto, dopo aver sacrificato la Coppa Italia, potrebbe risultar fatale in caso di fallimento a maggio.

D’altronde, una società che ha visto un approccio sbagliato alle coppe, e che indebolisce la rosa, piuttosto che rinforzarla, da l’idea di un operato che non ha la vittoria tra i suoi obiettivi, costringendo squadra e tecnico a giocarsi tutto nel campionato nazionale, a discapito di palcoscenici che meriterebbero maggior attenzione.

 

 

 

Emanuele Ranzo

Appassionato di calcio, iscritto alla facoltà di giurisprudenza, ex arbitro, ama la lettura, la politica ed il cinema. Alla sua prima esperienza giornalistica

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