Adesso basta!

La vergogna di Torino-Juventus e il marcio del calcio italiano.

C’è qualcosa che non quadra. E non è da adesso, da ieri, o dal mese scorso. E’ un qualcosa che va avanti da tempo, e francamente non se ne può più. Se vi state chiedendo se questo è un pezzo contro la Juventus, contro il suo stile, contro i modi di fare di alcuni dei suoi tesserati, la risposta è si. E non collegatelo al nome della nostra testata, evidentemente tematica, perché c’entra poco con la lotta scudetto che coinvolge gli azzurri. Chi scrive è un innamorato del pallone a 360°, allibito per quanto accaduto nel derby di Torino, punta di un iceberg profondamente radicato nel sistema-calcio italiano. Questa non è un’analisi sugli episodi da moviola della partita, sia chiaro. Questa è una denuncia, è un invito ad aprire gli occhi, è il testo che porta in se l’indignazione per l’arroganza, la supponenza e la presunzione che marchiano a fuoco il DNA della società più titolata dello stivale.

Guardatela l’immagine di copertina di questo articolo, basta osservarla, senza il bisogno di studiarla per carpirne i significati, perché questi sono evidenti, limpidi, solari quanto i favori pro-Juventus del miglior arbitro italiano. Leonardo Bonucci incarna alla perfezione i valori che animano i calciatori in maglia bianconera quando scendono in campo. Bonucci è il tipo che si arrabbia perché qualcuno gli ha violato la proprietà privata, è il cliente che si infervora perché una bottiglina d’acqua gli costa 5 euro. O, realisticamente, Bonucci è il bullo, ma non quello da quattro soldi, che cerca i deboli di turno per sentirsi qualcuno : Bonucci è il figlio di papà che si vede nei college dei film americani, quello che con i suoi compari irride l’ultimo arrivato e poi gonfia il petto di arroganza quando fronteggia il dirigente scolastico, forte del nome che porta. Ecco, questa è la descrizione ideale per il voltastomachevole quadretto Bonucci-Rizzoli, con quest’ultimo eccezionale protagonista in entrambi i ruoli, quello dell’ultimo arrivato che subisce e quello del dirigente, tra l’altro il migliore tra i tanti (ma è davvero così?), colui che dovrebbe far valere la propria autorità oltre che a mantenere un minimo di dignità, entrambe fatte a pezzi da quel ridicolo cartellino giallo comminato al centrale juventino. Ciò che ne viene fuori è che Bonucci può urlare in faccia all’arbitro, prenderlo quasi a testate, e restare tranquillamente sul terreno di gioco. E questo perché Bonucci, quando gli fischiano rigore a sfavore, si sente il padrone di casa a cui violano la proprietà privata, il capo del calcio italiano a cui non si può andare contro. E allora sbraita, protesta, urla, minaccia, e lo fa con le spalle potenti, forti del nome cucito sulla maglia che indossa. L’anno scorso fece testa a testa con Rocchi perché Totti era andato ad esultare sotto i suoi tifosi allo Stadium dopo un gol, domenica pomeriggio una scena peggiore nei suoi contenuti insieme a Rizzoli, reo di aver fischiato un rigore contro la Juventus. Bonucci lo può fare, e lo sa bene, perché in campo ci resterà sempre, come Lichsteiner può tranquillamente e vergognosamente simulare di aver ricevuto un colpo al viso rotolandosi a terra a mo’ di un dannato, chiedendo il cartellino per l’avversario di turno. Nessun problema, l’immunità parlamentare è niente in confronto a quella di cui godono (in Italia) i tesserati della società di C.so Galileo Ferraris. A proposito di società, ma dove sta? Ma può consentire tali atteggiamenti? Può accettarli? Difficile da comprendere, ma dovrebbe quantomeno far riflettere il fatto che il direttore generale vada a piangere davanti al mondo per l’ingiusta eliminazione dalla Champions League e tre giorni dopo non abbia un briciolo di dignità nel presentarsi e affermare di aver ricevuto un bel regalo per una serena Pasqua in casa bianconera.

Ma non starete mica pensando che tutto è riconducibile alla singola partita? Questa è la prassi, consolidata ed inamovibile. Adesso, però, basta. Non se ne può più. Parole, sfoghi, denunce, tutto resterà vano se non si andranno ad analizzare e smantellare taluni abominevoli processi che ruotano attorno al mondo calcistico italiano. Ma voi lo sapete chi è tra i principali, forse il principale, main sponsor della Figc? E sapete, dal 2013, chi ha un ruolo operativo nel gruppo che controlla SKY? FIAT, Elkann, Exor, vi dicono niente? Non c’è bisogno di andare troppo in là con le analisi, c’è, o ci sarebbe, soltanto da agire, da operare e fare pulizia per tutto il marcio che c’è. P.S. Leonardo Bonucci e Nicola Rizzoli saranno due tra i principali rappresentati dell’Italia in Francia per Euro 2016, basta questo. Anzi no, c’è il c.t. della Nazionale che è imputato per frode sportiva nel processo sul calcioscommesse. Tutto in ordine, tutto normale, non c’è da scandalizzarsi, insomma. Sono solo un po’ schifato, e come me in tanti.

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