COME SVILIRE IL CALCIO? TOGLIENDO LE CURVE ALLO STADIO

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Proprio nel giorno storico dell'approvazione in serie B del tanto decantato salary cap (tetto salariale per i giocatori) Aurelio De Laurentiis continua la sua crociata rivoluzionaria nei confronti del calcio italiano.Dopo aver palesato numerose idee ed iniziative che pian piano si stanno rivelando utili al progresso di questo sport, non per ultimo proprio il salary cap su citato, ieri il Presidente ha esposto i suoi dubbi sulla struttura tipica dello stadio affermando in prima battuta una frase ripresa da siti e testate giornalistiche e che si può racchiudere in questo pensiero: “La vera penalizzazione che il calcio italiano ha nei confronti del grande calcio tedesco, spagnolo e inglese è quella strutturale: un’enorme differenza nella qualità del prodotto stadio che viene offerto. Il primo cambiamento che farei? Abolirei le curve”Abolizione delle curve, scioglimento del tifo più caldo, passionale e in grado di rispecchiare la città per favorire una visuale migliore a tutti i presenti allo stadio. L'idea per certi versi ha un suo senso, basti notare la struttura del San Paolo. Un fossato, che mai capirò a cosa possa servire, e una pista d'atletica che distanziano di decine e decine di metri gli spalti e le curve dal campo di gioco. In questo modo, e da questo punto di vista DeLa è inattaccabile, il tifo è talmente distante che stenta a partecipare attivamente alla partita, se non spronato da i senior che purtroppo non riescono più ad organizzarsi come un tempo; per non parlare della visuale, una delle peggiori in Italia, ma questa non è una novità.

Quello che più stuzzica però, curve o non curve, è il capire di cosa si sta parlando. Si parla di progetti, di nuovo stadio prima e ristrutturazione poi, di lavori imminenti e utopie decennali. Non mi sottraggo al dibattito ma iniziamo prima ad avere qualcosa di concreto, un progetto, un comune accordo con gli enti locali e poi si inizi a ragionare sul nuovo stadio. Con curve o senza curve si vedrà poi, in questo momento ciò che serve è piantare bene le radici nel terreno, avere la certezza di uno stadio sano, integro e senza crepe e che non diventi un acquitrino ad ogni goccia di pioggia, ma sembra che una vera accelerata a questo sogno ancora incompiuto tardi ad arrivare. Si fa fatica a mettere a norma il San Paolo per l'Europa e qui si parla di abolire le curve. Un controsenso, un paradosso senza fine…Che poi se vogliamo analizzare l'aspetto proposto dal Presidente e cioè l'abolizione delle curve, bisogna decriptare bene il suo intento. Qui non si parla propriamente di uno scioglimento del tifo ma bensì lo spostamento nelle tribune centrali, con costi minori ed equiparati per tutti e con la possibilità di seguire la partita con la stessa visuale e pagando lo stesso prezzo. Tutti uniti, tutti insieme. Per carità non ce ne voglia nessuno ma immaginare uno stadio con soli due settori intervallati da spazi di frequentazione per dare la possibilità a prezzi contenuti di poter mangiare, non mi trova d'accordo. Lo stadio è un luogo di culto, un tempio per il tifoso, la curva è il cuore pulsante del tifo, da che mondo è mondo e in qualsiasi angolo del globo i tifosi più passionali, focosi e organizzati si trovano in curva ed è lì che dovranno sempre stare. Qui bisogna evolversi non cancellare il passato. Si va a caccia delle forme più spropositate per vendere il marchio Napoli. Che si faccia ma senza stravolgere le cose. Un esempio tipico sono gli stadi inglesi che continuano ad avere settori (non curve avendo una struttura rettangolare) caldi per gli “ultras” che continuano a manifestare la loro fede senza privazioni o abolizioni, con prezzi contenuti e visuale ottimale, con musei, ristoranti, cinema e bar all'interno della struttura e senza per forza disintegrare la forma stadio.

Se poi si vuole focalizzare l'aspetto sul tifo violento, abolire le curve non servirebbe granchè. La violenza si combatte con una struttura forte, protetta, sicura e con pene severe, senza cancellare la tradizione. Ma questo è un capitolo a parte. Che arrivi lo stadio, sia questo ristrutturato o nuovo, ma munito di curve. Quelle curve capaci di infiammare le partite di C, la triste B post Ferlaino e la Champions League. Uno stadio che possa incutere timore e paura ancor prima del calcio d'inizio, con i canti, i cori e quel “THE CHAMPIONS” urlato a squarciagola nelle partite  della competizione europea più importante, quell'iniziativa lanciata dalle curve e che ha messo i brividi a tutti anche a coloro che poi avrebbero vinto il trofeo.

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