BUGIE A FIN DI BENE

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Rafa Benitez non è il tipo da tenersi dentro le cose, e difatti non si tira mai indietro quando gli si chiede di concedere un’intervista. Il bello (o il brutto, a seconda di come la si vuol vedere) è che le sue affermazioni tendono sempre a lasciare il segno. Ieri per esempio, rispondendo alle domande rivoltegli per La Repubblica dall’illustre Gianni Mura, ha dichiarato: “Il calcio è bugia. Certe verità non conviene dirle in pubblico. Lo so anch'io se un mio giocatore ha giocato male, ma non lo ammetterò mai in tv o sui giornali. Lo brucerei, e invece mi serve. Ma è mio diritto e dovere, in privato, parlare con quel giocatore e dirgli dove ha sbagliato e come fare per non rifare quell'errore”. Qualcuno penserà: “Se Britos va male, il mister non lo rimarcherebbe, ma così facendo prenderebbe in giro i tifosi”. Potrebbe starci, ovviamente. Invece no. Benitez sa benissimo che i panni sporchi si lavano in famiglia, ed esporre un giocatore all’umiliazione pubblica lo demoralizzerebbe soltanto. Chi c’era prima di lui sosteneva: “Se si vince è merito mio, se si perde è colpa dei giocatori”. Lui invece afferma: “Se si vince il merito è di tutti, se si perde dobbiamo lavorare e imparare la lezione, io per primo”. Anche questa è un’altra differenza tra l’attuale tecnico e il suo predecessore. Non sempre le bugie sono belle, ma dette a fin di bene possono aiutare, eccome.

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