BRUTTI MA VINCENTI

BRUTTI MA VINCENTI src=

E’ vero, mancava la spina dorsale in questo Napoli: Campagnaro non ha recuperato, Pandev ancora fuori e Cavani squalificato. La vigilia era di quelle degne del peggior scetticismo mai udito: “A Cagliari senza Cavani? Perderemo sicuramente”. Oppure: “Con un Cagliari così in forma e senza punte non vinciamo”. Fatti tutti gli scongiuri del caso, armi in spalla e combattere nel fortino di “Is Arenas”, per l’occasione pieno fino all’orlo. Primo tempo che inizia in sordina, ma uno squarcio nella tre quarti dei sardi si fa sentire al ventesimo minuto. E’ Insigne che, con una magia dai venti metri, coglie il palo interno e la palla rotola al di qua della linea di porta. Che sfortuna per il giovane proveniente dalla serie B. Ancora Insigne ci riprova poco dopo con un’azione solitaria ma chiude troppo il tiro e la palla va fuori. I rossoblu si fanno vedere grazie ad un errore di De Sanctis in rinvio, Avelar prende palla e ci prova da lontano a colpire a porta vuota, ma la palla è alta. La ripresa vede un Cagliari più vivo, la gestione della palla passa per i piedi degli uomini di Pulga, il Napoli attende. Ma prima Conti e poi Nainggolan fanno venire i brividi alla retroguardia azzurra. Entra Vargas per Dzemaili e il Napoli ha più spinta offensiva. Il cileno si rende subito protagonista con un colpo di testa da calcio d’angolo, Agazzi para quasi sulla linea. Passano tre minuti e gli azzurri passano in vantaggio: azione caparbia di Zuniga, Ekdal nell’anticipare lo stesso colombiano serve involontariamente Hamsik che davanti ad Agazzi non sbaglia. Napoli che però soffre, paradossalmente è il Cagliari a manovrare in mediana. Esce Insigne per Dossena, Mazzarri copre i suoi. Ci prova Conti che tocca sotto misura da un corner, palla fuori. Il Napoli questa volta non giochicchia, la palla viene nascosta e buttata via. Nel finale Vargas stava per metterci la ciliegina sulla torta, ma Agazzi è bravo ad uscire tempestivamente.

Sotto il piano tattico la banda di Mazzarri ha sofferto molto le scorribande dei centrocampisti rossoblu. Il lavoro sporco e di contenimento di Inler e Behrami ha consentito un baricentro basso ma ripartenze facili. E poi è servita la lezione subìta nel match contro il Torino: dopo il vantaggio, sapendo che si sarebbe sofferto fino alla fine, il pallone è stato spazzato via il prima possibile. Una nota di merito a Britos: l’uruguayano è stato il vero baluardo difensivo in questa partita, molto bravo nell’anticipo sia di piede che di testa. Lo si sta recuperando gradualmente. Alla faccia della difesa formata da vecchietti. E una di demerito a Maggio che non vuole essere assolutamente una bocciatura. Ma dov’è finito quel motorino instancabile sulla fascia destra? Ad maiora, Christian.Quella rabbia agonistica e quella cattiveria che si prodigava da un po’ di tempo finalmente si è vista. Anche se brutti da vedere, la morale della favola era una sola, la vittoria. Il Matador ha potuto dormire sogni tranquilli, questo Napoli non vuole fermarsi. La strada è ancora lunga, ma i buoni propositi non mancano. Il nostro vuole essere un appello alla calma, è troppo facile salire sul carro dei vincitori dopo una vittoria.

Translate »