BENTORNATO ARCIERE!

BENTORNATO ARCIERE! src=

Basta fare un sondaggio fra i ragazzi sulla ventina per rendersi conto di cosa abbia significato l’arrivederci di Emanuele Calaiò alla maglia azzurra e che cosa rappresenti il suo ritorno. Napoli non ha mai dimenticato uno degli artefici della doppia promozione, che ha infiammato il San Paolo a più riprese prima di alzare bandiera bianca di fronte a programmi diversi della società e dell’allenatore dell’epoca, Edi Reja. Ma è acqua passata, Calaiò ritorna a Napoli e lo fa dalla porta principale, senza alcun rimpianto e con la voglia di dimostrare che le ultime stagioni di Siena non erano solo il canto del cigno. Torna a Napoli a titolo definitivo con un contratto biennale. Bentornato SuperManu!

Bisogna avere la memoria piuttosto corta per non ricordare la carriera di Emanuele Calaiò in azzurro. Nato a Palermo l’8 gennaio 1982 (quindi in procinto di festeggiare i 31 anni), cresce nel Torino che lo cede in prestito prima alla Ternana, poi al Messina e infine al Pescara. In Abruzzo il fiore sboccia e diventa un idolo, tanto che i biancazzurri decidono di riscattarlo nel 2004 dopo aver segnato 21 gol in 43 presenze nell’ultimo campionato di serie B. E’ il trampolino di lancio per l’esperienza che cambierà la sua carriera. Siamo nel gennaio 2005, ed Emanuele decide di scendere di nuovo di categoria per trascinare il Napoli alla promozione. Sei gol e qualche incomprensione il primo (mezzo) anno, poi l’Arciere inizia a scoccare frecce come se piovesse. Diciotto in C1, quattordici in B dopo aver scalzato la scomoda concorrenza di Bucchi, e un ritorno in A da protagonista. Qui si interrompe il feeling (mai sbocciato del tutto nonostante i gol) con Edi Reja, che gli preferisce spesso Zalayeta (!), portando Calaiò a chiedere alla società di poter lasciare a malincuore Napoli, una città che l’ha adottato e gli ha dato anche una splendida moglie. Segue la cessione al Siena, dove  un’escalation di gol lo porta a diventare capitano e leader della squadra. La miglior stagione lo scorso anno: undici gol e un’intesa perfetta con Mattia Destro. Peccato per un grave infortunio che ha limitato fortemente il suo apporto alla causa.

Non è un caso se proprio la scorsa stagione sia stata forse la migliore nella carriera di Emanuele Calaiò. A trent’anni ha trovato finalmente una maturazione definitiva, anche dal punto di vista caratteriale, confermata anche dall’ottimo inizio in questa nuova stagione senese. Sarà il vice-Cavani, la punta centrale di scorta, ma anche un possibile innesto a partita in corso come spalla del Matador quando le cose si mettono male. Proprio ciò di cui aveva bisogno Mazzarri per dimenticare Vargas. Accetterà la panchina senza fiatare, ama Napoli e Napoli lo ama, è all’apice della carriera e garantisce affidabilità nel momento del bisogno: per un vice-titolarissimo non poteva esserci soluzione migliore.

Translate »