ALFREDO DI STEFANO
E' stato forse il giocatore più completo di tutti i tempi, capace di ricoprire praticamente tutte le zone del campo, e sempre con la stessa costanza ed efficacia. Secondo alcuni è stato il più grande di sempre ( persino di Pelè ) , prima che irrompessero sulla scena D.A. Maradona e Lionel Messi. Ed ancor oggi, i critici e gli appassionati che hanno superato abbondantemente gli " anta ", lo ritengono sempre il migliore. Aveva tutto e sapeva fare tutto. E pensare che nel 1953, la Roma ritendolo troppo anziano ( aveva appena 27 anni ! ) rinunciò al suo acquisto, che fu invece effettuato dal Real Madrid del " Presidentissimo " Santiago Bernabeu, dopo una lunga disputa con il Barcellona, con l' impegno di versare una forte somma a titolo di indenizzo alla società catalana, dopo che la Federazione iberica dovette intervenire con un concordato per dirimere la disputa fra le due " grandi ". Perché si arrivò a tutto ciò ? : Di Stefano firmò un contratto con entrambe le squadre e, visto che sia il Real che il Barca non intendevano rinunciare alla " saeta rubia " ( la saetta bionda ), si decise inizialmente che il giocatore avrebbe dlsputato un campionato con l' una e l' anno successivo con l' altro " team". Alla fine però, vista l' anomalia della situazione, la spuntò il Madrid, pena la cifra di 145 milioni di vecchie lire che rimpinguarono le casse degli argentini del River Plate. A Di Stefano venne riconosciuto un contratto quadriennale per complessivi 39 milioni con uno stipendio mensile di ben 500.000 lire. Sono comunque soldi spesi benissimo. Con altri fuoriclasse del calibro di Puskas, Gento, Kopa ed altri, Di Stefano in 11 stagioni, vince 8 scudetti ed una coppa nazionale, ma soprattutto " tiranneggia " anche la neonata coppa dei campioni, vincendo le prime 5 edizioni del trofeo ( dal 1955 al 1960, con Di Stefano in gol in tutte le finali ), aggiudicandosi anche la prima coppa intercontinentale del 1960. Resta al Real fino al 1964 ( con un bottino di 216 gol in 282 partite, 5 volte " pichichi " della liga ) prima di chiudere la sua fantastica carriera all' Espanyol di Barcellona a quasi 40 anni. Vince anche due " palloni d' oro " nel 1957 e nel 1959. La sua fama raggiunse vette così elevate, che nel 1963 un movimento rivoluzionario del Venezuela lo rapisce mentre lui si trova con il Real per un' amichevole, onde destare l' interesse del mondo sui problemi del paese ( Di Stefano venne liberato due giorni dopo ).
Alfredo Di Stefano nasce a Buenos Aires il 4 luglio 1926, da una povera famiglia di origini italiane, francesi ed irlandesi. Muove i primi passi nell' Huracàn di Baires, per poi passare al River Plate dove giovanissimo vince due campionati nel 1945 e nel 1947 ( 49 reti in 65 partite ) e con l' Argentina vince anche la coppa America. Nel 1950 lascia Baires per approdare in Colombia. Il paese sudamericano, uscito dalla Fifa, organizzò una specie di campionato "fuorilegge", ospitando campioni da diversi paesi, senza versare alcunchè alle rispettive squadre, garantendo ingaggi elevatissimi. Di Stefano, assieme al compatriota Pedernera ed all' inglese Franklin vince tre campionati con i Millionarios di Bogotà, prima di sbarcare in Europa con il Real. Curiosamente, per una serie di circostanze, non giocherà mai un campionato del mondo, pur avendo vestito le maglie di tre nazioni : Argentina, Colombia e Spagna ( dal 1956 è cittadino spagnolo ). Nel 1950 l' Argentina rinunciò a disputare la coppa, mentre nel 1962 quando doveva giocare con le " furie rosse ", fu bloccato da un infortunio . Con la Spagna ha giocato 31 volte ( 23 gol ), con l' Argentina e la Colombia ha invece collezionato rispettivamente 6 e 4 presenze. Si è tolto anche qualche soddisfazione da allenatore ( specie con il Valencia, dove vinse la " Liga " nel 1970 e la coppa delle coppe nel 1980 ), mentre con il " suo " Real ( di cui è presidente onorario dal 2000 ) ha vinto nel 1990 la supercoppa di Spagna. Vince anche un campionato in Argentina con il suo altro "amore " , il River Plate.
Alfredo Di Stefano : " El mejor ! "
