A MICROFONI SPENTI

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La risposta non è tardata ad arrivare. Finiti sotto accusa, gli arbitri italiani si sono difesi, replicando alle esternazioni di Aurelio De Laurentiis. “Se sa qualcosa lo dica” il messaggio ufficiale dei fischietti, irritati da quanto il presidente del Napoli aveva in precedenza dichiarato. E cioè che “al Napoli sono stati scippati cinque punti”, che “non vorrei una nuova calciopoli”, ed altre considerazioni certamente poco carine dopo il discutibile arbitraggio di Trefoloni. Non è stato saggio impiegare il fischietto di Siena per un match così difficile, ma è stato altrettanto incauto andare allo scontro frontale con l’istituzione. Il Napoli ha tutto il diritto di battere i pugni sul tavolo per farsi rispettare, ma ha il dovere di farlo nelle segrete stanze del potere, e non davanti a microfoni e taccuini. Tanto da costringere anche il Bari, prossimo avversario, a cautelarsi, chiedendo un arbitro di prima fascia. Non vorremmo essere nei panni del prossimo direttore di gara designato.

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