Che brutta storia
Il buongiorno ai tifosi azzurri con l’attualità di giornata.
E’ stato un pomeriggio di passione quello di ieri, non c’è dubbio. Si sono dati i numeri, nel vero senso della parola. 4, le giornate di squalifica, 9, quelle evitate per la grazia concessa da Irrati. Higuain al centro, i click che impazzano, e una pagina poco edificante per il calcio italiano e, di riflesso, per il giornalismo sportivo nostrano. Nel tardo pomeriggio, mentre si scrivono fiumi di parole sulla fine della corsa scudetto per il Napoli dopo il tracollo di Udine, La Gazzetta dello Sport sgancia la bomba del lunedì : “Higuain squalificato per 4 turni!”. Le virgolette non sono messe a caso, per il quotidiano milanese si tratta del verdetto ufficiale, quello che il giudice sportivo emetterà oggi e che, in teoria, dovrebbe essere assolutamente secretato. Non solo, nell’articolo a firma di Alessandro Catapano vengono esposte le motivazioni alla base della sentenza (a questo punto non mi vien da scrivere “presunta”, in quanto essa viene trattata come ufficiale), con tanto di particolari sul referto arbitrale del sig. Irrati, anch’esso, naturalmente, ufficialmente coperto dal segreto. Tutto virgolettato, una condanna in piena regola per Higuain fatta passare non come presunta, non come ipotizzabile, ma come certa e già sentenziata. Ma come è possibile? Ma l’art. 2 del Codice di giustizia sportiva, il quale impone la segretezza dei referti arbitrali, che rilevanza assume in questo caso? Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che la procedura preveda l’invio del referto da parte dell’arbitro al giudice sportivo e raccolto dal segretario di quest’ultimo, il quale prepara i documenti per la sentenza che sarà resa ufficiale con la firma del giudice stesso e del rappresentate Aia (grazie al collega Marco Santopaolo per le delucidazioni del caso). Dunque, abbiamo un giudice, un segretario ed un rappresentante dell’Aia, e non è l’inizio di una barzelletta, ma parliamo dei tre componenti unici ad essere a conoscenza di particolari ufficialmente coperti da segreto fino all’uscita del comunicato ufficiale; come è possibile che siano saltati fuori addirittura il giorno prima non è dato saperlo. Che poi, a pensarci bene, la storia potrebbe essere andata anche diversamente : qualcuno ha fatto capire in maniera netta ed inequivocabile qual è la sentenza che si aspetta e quale la reazione che ci sarebbe nel caso in cui questa non dovesse rispettare la previsione. Ma qui ci addentriamo nel campo del vittimismo, del complottismo, del “pensare male”. Sempre per loro, chiaramente. In tempo di sentenze e di condanne, dunque, meglio evitare… non si sa mai.


