CARO EDI TI SCRIVO …
Caro Edi,
lasciami essere un po' immodesto: chi ti scrive, può permettersi di consigliarti in modo disinteressato. Ho 53 anni, e quando tu ancora eri uno dei tanti nel settore giovanile del Danubio, io e il mio staff (dove l’ho già sentita questa?) alzavo la Champions sotto il cielo di Istanbul e sotto gli occhi di alcuni dirigenti italiani ai quali ho insegnato come si cuoce un pollo in sei minuti.
Tu potresti dire: “Mister, ma cosa ne sa dell’Italia lei che qui ha toppato?”. Vero, ma io potrei risponderti che all’Inter ci sono rimasto quel poco che bastava per vincere altri due trofei (Supercoppa Italiana e Mondiale per club), e che dopo di me in tre anni hanno vinto una Coppa Italia: giusto quanto ha vinto il loro attuale e nuovo allenatore nella sua “straordinarissima” carriera.
Ecco, diciamo che ora che lui è andato via e sono arrivato io, una tua partenza potrei leggerla come un’offesa. Pensaci: dopo aver vinto la mia quinta coppa internazionale, potevo restarmene nella mia bella casa di Liverpool o andarmene in giro per il mondo. E invece ho voluto accettare quella che per me è una sfida, ed ho anche chiesto il premio scudetto.
Non sono venuto a Napoli perché fanno la pizza e la sfogliatella buona. Certo, avrò modo di apprezzarle e, se mi conosci un po’, sai già che faranno parte del mio menu; ma qui sono venuto per vincere e non intendo andarmene prima di aver vinto qualcosa, come ho sempre fatto dovunque ho lavorato. Permettimi, Edi: tu che cosa hai vinto in Italia, Coppa a parte? E allora pensaci: andare via da un posto segnando più di 100 gol utili solo per una coppetta non è il massimo della vita per un campione. Resta, e vinciamo qualcosa di importante! E se non ti basta il sottoscritto come garanzia, ricorda che c’è una società sana, ma soprattutto una tifoseria che ho già imparato ad apprezzare a tanti chilometri di distanza dalla città che tu hai già vissuto … P.S.: adesso a Napoli ci sei tu e poi Marekiaro, altrove saresti uno dei tanti. Nos vemos en Dimaro!
Rafa
