UNA SETTIMANA DA DIO!
La vittoria di Cagliari e il passaggio del turno in Europa League hanno permesso al Napoli di respirare un’aria nuova. Le rimonte subìte contro Torino e Milan sono ormai lontane, figlie della gestione errata del pallone nei minuti finali. Paradossalmente si può riscontrare un particolare, la trasferta fa bene agli azzurri, il San Paolo un po’ meno. E’ ora di tornare a brillare anche fra le mura amiche. E il Pescara non è certo un avversario di cui aver paura, formazione abbordabile. Vorrei, però, fare una chiosa sul mister. Il carro dei vincitori, questa volta, è davvero folto: perché non resta tale anche quando si pareggia una partita? Il calcio è frutto di episodi, sia positivi che negativi. In terra sarda è andata bene visto che si è vinti con il baricentro basso e sfruttando l’inserimento di Hamsik. Viceversa nelle ultime due partite di campionato in casa. Ma quanto veramente può ancora dare Mazzarri a questa squadra? Oggettivamente quest’anno gli si può imputare solo una cosa: la gerarchia. Perché se un “titolarissimo” non sta bene lo si vuole premere fino all’osso? Si è detto che quest’anno il Napoli ha due squadre, perché non sfruttare quei ricambi che sono all’altezza dei titolari? L’esempio lampante sono Maggio e Pandev. E’ vero, stanno attraversando un periodo di forma non eccellente, non sarebbe meglio farli recuperare lasciandoli fuori e lanciare Mesto e Insigne dal primo minuto? Del resto, soprattutto per gli attaccanti, gli obblighi difensivi a cui Mazzarri li sottopone ne limitano anche la resistenza, al massimo riescono a durare settanta minuti. L’occasione per un campionato di vertice c’è e il livellamento verso il basso lo permette. Battiamo il ferro finché è caldo.
