CELLINO PANE E VINO
Avete presente quel gioco nel quale si trovano sembianze fra uomini e animali? Se prendiamo Massimo Cellino la corrispondenza è fin troppo ovvia: un bel castoro, ma di quelli efficienti, di quelli che rosicano un intero tronco in cinque minuti. Frizzi e lazzi a parte, c’è davvero bisogno di una spiegazione in merito ai comportamenti del presidente del Cagliari. Dopo la ravanata di zebedei in mondovisione e le urla di liberazione ad ogni squallido pareggio ottenuto contro il Napoli, stavolta il buon Cellino ha raschiato il fondo del barile. Con risultati a dir poco sorprendenti.
Cos’avrà fatto di più grave del “palleggio” di qualche anno fa? Visto che al Massimo non c’è mai limite, stavolta il nostro ha deciso di sfogare tutte le frustrazioni per l’ennesima beffa al fotofinish su un povero ragazzino, la cui unica “colpa” è stata quella di ammirare il campione con la maglia sbagliata. O meglio, con i pantaloncini sbagliati. Perché il giovane raccattapalle dell’Is Arenas ha semplicemente chiesto i calzoncini a Marek Hamsik, ricevendo come risposta un cortese sì da Marekiaro e una scortesissima “cazziata” dal padrone di casa. Un gesto che di per sé può anche essere visto nella sua goliardia, perché non è neanche il caso di fare troppo i bigotti in stile nessuno-pensa-ai-bambini. Niente di grave, per carità, ma la dice lunga su quanta bile debba mandar giù ogni anno il pittoresco Cellino. Sembra quel personaggio dei fumetti che quando perde mangia la bombetta, con la stessa ossessione per una sola ed unica nemesi: per Rockerduck era Zio Paperone, per lui è il Napoli. Che per fortuna negli ultimi tempi è diventato anche difficile da battere, rifilando al povero Cagliari sempre quelle batoste allo scadere che (per gli azzurri) fanno tanto happy ending da romanzo breve.
Proprio come tutte le belle storie, l’incantesimo si è rotto così, come per magia, grazie ad un eroe che ora è volato via a cercare altre favole da raccontare. Quella favolosa punizione di Lavezzi, quella prodezza che dal 2010 in poi ha sfatato un tabù che stava diventando fin troppo fastidioso. Ora si vince ma soprattutto si ride di gusto, perché diciamoci la verità: con tutto il rispetto stiamo parlando di una squadra che lotta per salvarsi, e se non fosse per questa rivalità (sul nulla cosmico) non ci sarebbe niente di diverso di una vittoria a Pescara. Ecco perché, al netto di tutto ciò che ci si ricama intorno, è bene sperare che ci sia sempre un Cellino a rosicare contro i napoletani. Non fa rabbia, anzi è anche piuttosto divertente. E in questi tempi mediocri una grassa risata è davvero tanta roba.
