RICCARDO CUOR DI LEONE
IL BUONGIORNO AI LETTORI AZZURRI CON L’ATTUALITA’ DI GIORNATA
E’ iniziato da meno di una settimana il mercato azzurro è già siamo ai titoli di coda. Chiare e lapalissiane le parole del ds azzurro:”Mercato chiuso, a meno di opportunità” E’ proprio sulle “opportunità” che ci si interroga per capire se sia l’ennesimo tentativo di depistaggio o di ammissione di impotenza degli operatori di mercato azzurri. Sicuramente l’arrivo sin dai primissimi giorni di mercato di due potenziali titolari come Strinic e Gabbiadini è un segnale forte anche verso le dirette concorrenti ma manca sempre l’ingrediente principale per completare la ricetta. Mai il Napoli aveva speso tanto nel mercato cosiddetto di riparazione, ma allo stesso tempo mai si è andati oltre per tentare quel salto di qualità mentre le altre arrancavano. A Luglio si disse…non potrà restare così la rosa…qualcosa verrà fatto entro fine Agosto..poco si è fatto e mai secondo le aspettative, anzi. Il copione si ripete ora dopo meno di cinque giorni di mercato invernale…beh fino al 2 Febbraio c’è tempo, speriamo in una sorpresa. Ma come si dice a Napoli “chi vive sperando disperato muore”. Parlare di mercato che guarda al futuro senza sapere quale sarà il futuro, specie di fronte alla incognita della guida tecnica, assume contorni quasi grotteschi. A Dimaro si pronunciò la parola scudetto impropriamente così come oggi si pronuncia quella “opportunità”, che nient’altro vuol dire che sedersi sulla riva in attesa che passi il “cadavere del proprio nemico”. Ma per avere un salto di qualità non bisogna aspettare i “cadaveri” ma cercare l’onda giusta, un’onda che quando arriva va cavalcata all’istante altrimenti passa via e ti sommerge lasciandoti con un pugno di sabbia tra le mani. Il Napoli deve cercare il suo “Point Break” per colmare quelle lacune note ormai da mesi se non da anni e per farlo ci sarebbe bisogno di un atto di coraggio da cuor di Leone per imporre le proprie idee e dare i frutti ad un lavoro annuale di scouting che, se non adeguatamente sostenuto, ha poco senso di esistere.

