RICORDIAMO LE FINALI DI COPPA ITALIA DEL NAPOLI( 2° PARTE)
1986 -1987
Mai una squadra era riuscita a vincere la coppa totalizzando 13 vittorie su 13. Al " grande " Napoli di Diego l' impresa riuscì, proprio nella stessa storica annata del primo tricolore, consentendo agli azzurri di indossare per la stagione 1987 -1988 la maglia non solo con il magico triangolino tricolore, ma anche con la coccarda rotonda con il bianco, il rosso ed il verde. Gli azzurri furono favoriti pure dal non dover affrontare avversari di grido, ma quell' undici all' epoca era talmente forte che siamo convinti avrebbe comunque superato qualunque ostacolo. Si comincia con il classico girone eliminatorio settembrino, con la novità rispetto al passato della presenza di alcune formazioni di serie C. In trasferta il Napoli infila subito un tris di vittorie contro la Spal e la Lazio ( sconfitte entrambe per 2 -0 ), ed il Taranto ( 1 -0 ), prima del finale in bellezza al San Paolo ( 2 -1 al Vicenza e 3 -1 al Cesena ). Ora non c'è più il girone finale all' italiana, ma si comincia con gli scontri diretti già dagli ottavi di finale con gare di andata e ritorno. La prima vittima è il Brescia del compianto Bruno Giorgi, battuto con un doppio 3 -0. Si prosegue nei quarti contro il Bologna, allora in serie B. Nell' andata a Fuorigrotta, dopo il 1° tempo il punteggio è ancora sullo 0 -0. Entra Maradona e iil match finisce 3 -0…Al ritorno, in un clima di giustificata euforia ( si giocò il 6 maggio, quattro giorni prima del 10 maggio, giorno ufficiale dello scudetto…) , gli azzurri si impongono per 4 -2. Ci si aspetta la semifinale con la Juventus di Platini, ma a sorpresa il Cagliari ( che in quella stagione retrocesse addirittura in C ! ), eliminò i bianconeri grazie ai gol in trasferta. In Sardegna la sfida è combattuta, ma al 72° la risolve il solito Diego ( 1 -0 ). Il ritorno ovviamente non ebbe storia ( 4 -1 ). La finale ( come è stata dal 1979 al 2008 ) era prevista con gare di andata e ritorno, l' avversario era l' Atalanta di Nedo Sonetti, anche essa da fresca retrocedenda in B. Al San Paolo i bergamaschi resistono fino al 67°, quando con una folgore da trenta metri, Alessandro Renica sblocca il punteggio. Al 71° Ciro Muro raddoppia con il suo solito gol d' autore, ed al 77° è il guerriero Bagni a fissare il risultato il punteggio sul 3 -0. La formaziome di quella sera era : Garella, Ferrara, Volpecina, Bagni, Ferrario, Renica. Sola, Romano, Giordano, Maradona e Carnevale. Una settimana dopo al " Brumana " di Bergamo, l' Atalanta tenta l' improbabile rimonta, ma i propri attacchi facilmente vengono respinti dalla difesa azzurra. A quattro minuti dalla fine poi, sfruttando al meglio uno schema su calcio piazzato, Bruno Giordano realizza il punto del definitivo 1 -0, centrando il 13esimo ed ultimo successo. In più, i primi tre marcatori di quella edizione della coppa, erano tutti azzurri : Giordano ( 10 ), Maradona ( 7 ) e Carnevale ( 5 ). La formazione che scese in campo nel ritorno fu la seguente : Garella, Ferrara, Volpecina, Bagni, Bigliardi, Ferrario.Carnevale, De Napoli, Giordano, Maradona e Carnevale. Con Diego che alzò la coppa al cielo, circondato metaforicamente dall' abbraccio di tutta Napoli, come sembrò dolce quella sera la pur ostile Bergamo ( la patria adottiva oltretutto di Ottavio Bianchi… )
1988 -1989
Due anni dopo, come già accadde nel biennio 1976 -1978, il Napoli riconquista la finale di coppa, ma anche in questa occasione la sorte non arride agli azzurri. La formula cambia ancora, con due turni eliminatori iniziali. Nel primo il Napoli batte lo Spezia ( 3 -1 ), la Sambenedettese ( 3 -1 ), il Barletta ( 3 -0 ), ed il Bologna in casa ( 1 -0, gol di Diego ). L' unico rovescio avviene in quel di Bari ( 2 -0 ), sconfitta che all' epoca, secondo i classici, repentini cambi d' umore della nostra Città, destò non poche preoccupazioni. Anche il secondo turno viene superato senza eccessivi patemi d' animo; a Lecce una magistrale punizione di Diego pareggia il conto ( 1 -1 ), con il Cesena oltre al " Pibe de oro ", va in gol pure il buon Renica ( 2 -0 ), a Modena si registra una trionfale passeggiata ( 4 -0 ). I quarti di finale mettono di fronte Napoli ed Ascoli : al San Paolo il punteggio è fin troppo severo per i marchigiani ( 3 -0 ), che sbagliano anche un rigore al 90° ( grande respinta del povero Giuliani ). Nella tana del mitico Costantino Rozzi la difesa azzurra balla parecchio ( 1 -3 ), rischiando il clamoroso harakiri. Le semifinali con il Pisa vengono superate con scioltezza : all' " Arena Garibaldi " gli azzurri ( quella sera in divisa rossa ) si impongono per 2 -0, con Maradona che sfrutta al meglio una clamorosa papera del portiere toscano. A Napoli finisce 1 -0, L' avversario della finale è quanto di più ostico possibile : la Sampdoria di Vialli e Mancini, che in quegli anni, fra le " grandi ", era quella che dava più grattacapi agli uomini di Bianchi. Nell' andata al San Paolo, anche con un pizzico di fortuna ( fu negato un evidente rigore a Mancini ), il Napoli vince per 1 -0 grazie ad un colpo di testa vincente di Renica. Nel ritorno però, disputato a Cremona, non ci fu proprio storia. Complice pure la non perfetta condizione fisica di Careca e Maradona ( fino all' ultimo la loro presenza rimase in dubbio ), gli azzurri furono letteralmente surclassati dai liguri, tanto che al 55° il punteggio era già sul 4 -0 a loro favore. Davvero una brutta serata estiva…
Dopo diciotto anni torna la speranza di fregiarsi nuovamente della coccarda tricolore, ma sarà il Vicenza di Guidolin a conquistare per la prima volta nella sua storia il prestigioso trofeo. Si comincia subito con gare ad eliminazione diretta, ed il Napoli elimina in trasferta col medesimo punteggio di 1 -0 prima il Monza e poi il Pescara. Nel quarti le partite sono con partite di andata e ritorno, e gli azzurri di Gigi Simoni compiono la grossa impresa di eliminare due squadre di caratura sicuramente superiore come la Lazio e l' Inter. Con i capitolini di Zeman al San Paolo Aglietti va in gol al 1° minuto ( 1 -0 ), con Signori che sbaglia per la Lazio un calcio di rigore, e con una rete ingiustamente annullata a Nicola Caccia, centrattacco di quel Napoli povero ma bello. All' Olimpico nonostante giochino in 9 dall' inizio del 2° tempo, il muro di Cruz e compagni non cede, mantenendo il rusultato maturato nel 1° tempo ( 1 -1 gol di Caio ). Contro l' Inter la questione si risolve solo ai calci di rigore, dopo un doppio 1 -1 ( da cineteca il pareggio azzurro in casa col talentuoso ma incostante brasiliano Beto ). Contro il Vicenza in casa per vincere basta una spettacolare semirovesciata volante di Fabio Pecchia ( 1 -0 ), al ritorno però si mette di mezzo la sfortuna sotto forma di una traversa colpita da Caccia sull' 1 -0 per i veneti. Negli ultimi tre minuti del 2° tempo supplementare si consuma il dramma : i padroni di casa vanno a segno altre due volte ( 3 -0 ), Purtroppo quella sconfitta segnò l' inizio del periodo più buio della storia azzurra, tanto che l' anno seguente, dopo ben 33 anni, giunse una cocente ed inattesa retrocessione
