CAPRICCI DI FINE STAGIONE
In un Napoli ed una Napoli univocamente proiettati verso la finale di Coppa Italia di domenica prossima, non mancano alcune (evitabili quanto inappropriate) gatte da pelare. In primis il caso Lavezzi che attanaglia ormai le cronache locali e nazionali; ma non di meno importanza il polverone che sembra sull’onta di alzarsi riguardante Morgan De Sanctis. Il numero uno azzurro, ha un contratto in scadenza nel giugno del 2013, ma le sue intenzioni e quelle del suo agente sono di rinnovare per ulteriori due anni il contratto in essere.Approdato all’ombra del Vesuvio nel luglio 2009, Morgan De Sanctis ha sicuramente riscattato una carriera che,dopo le esperienze in Spagna (Siviglia) e Turchia (Galatasaray), sembrava oramai scivolare verso l’anonimato. Grazie alle prestazioni fornite con i partenopei, il portiere originario di Guardiagrele è riuscito a riconquistare anche la maglia azzurra della nazionale, prendendo parte alla sfortunata spedizione del Mondiale 2010 in terra africana e quasi sicuramente a quella in Ucraina e Polonia per i prossimi Europei. Insomma, le sue prestazioni sono balzate agli occhi di tutti: numerosi tiri dal dischetto respinti, prestazioni al di sopra delle aspettative, ma soprattutto record di imbattibilità casalinga della storia calcistica partenopea, fissato a 799 minuti, superando così il precedente record fissato dal “giaguaro” Castellini che resisteva dalla stagione 81-82.
A discapito del buon Morgan c’è però una carta d’identità che comincia inevitabilmente ad ingiallirsi. Trentacinque sono infatti le primavere alle spalle del numero uno azzurro; non troppe per un portiere, considerando l’età media attuale degli estremi difensori, ma nemmeno poi così poche. Inoltre se ci aggiunge che nell’ultimo periodo il suo rendimento non è più eccelso come accaduto in passato, la diatriba sul rinnovo prende fatalmente corpo. Impeccabile tra i pali, un po’ meno (vedi Napoli-Siena) nelle uscite, la sua permanenza a difesa dei colori azzurri per la prossima stagione è leggermente in bilico rispetto a qualche mese fa. Nei giorni scorsi infatti il suo agente Federico Pastorello ha parlato di un incontro fissato con la società subito dopo la finale contro la Juventus per discutere del rinnovo. Un rinnovo che l’entourage del portiere spinge affinchè si opti per un biennale, a differenza della società azzurra, che tramite la figura del ds Riccardo Bigon,ha fatto capire che preferirebbe l’opzione di un rinnovo annuale. Senza tralasciare inoltre che lo stesso agente di De Sanctis non ha mancato di menzionare un possibile approdo del numero uno dell’Udinese Samir Handanovic, altro suo assistito, in maglia azzurra. Tralasciando questo, che ci pare semplice fantamercato anche e soprattutto a causa dell’elevato costo del cartellino (circa 20 milioni) del numero uno sloveno, nel caso in cui gli accordi sul rinnovo di De Sanctis stentino ad arrivare, la soluzione il Napoli potrebbe avercela proprio in casa: si tratta di Antonio Rosati, giunto la scorsa stagione in maglia azzurra dal Lecce. Classe 83, il che la dice lunga sul vantaggio anagrafico rispetto al suo “collega”, l’ex estremo difensore dei pugliesi si è dimostrato negli anni trascorsi nel salento un portiere di sicuro affidamento per la massima serie. Inoltre, il non giocare la Champions la prossima stagione, comporta sicuramente gradi di pressione minore rispetto a quelli patiti quest’anno durante i match della coppa dalle grandi orecchie. Un cambio di guardia che toglierebbe dallo scintillio delle luci dei riflettori l’attuale portiere titolare partenopeo che, mestamente, vedrebbe andare in scadenza il proprio contratto, senza diritto di replica. Un epilogo amaro e difficile da digerire per uno come lui, da sempre difensore non solo della propria porta, ma anche della napoletanità troppo spesso imbrattata e bastonata.
