PRONTI PER STAMFORD!

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Occorreva una prestazione rassicurante, che fugasse i dubbi di Parma e che testasse lo stato di forma della Mazzarri-band nella corsa al terzo posto e, soprattutto, in vista della battaglia di Londra. Ebbene, prestazione rassicurante è stata, anche se non totalmente, visto il modo con cui gli azzurri hanno subìto la tripletta di Larrivey, il quale ricorderà, nel bene e nel male, questa serata per tutta la sua vita, ma tant’è: quando segni sei reti e stai in una condizione fisica e mentale che rasenta l’eccellenza, al punto da concederti giocate ben orchestrate (si veda l’azione del quinto goal), può anche capitare quel momento di rilassatezza nel quale la difesa si prende una giornata di congedo e permette a un Signor Nessuno qualsiasi di prendersi il suo quarto d’ora di celebrità. Era importante dare un segnale a Lazio e Udinese da una parte e al Chelsea dall’altra, e tale intento è stato raggiunto: il Napoli ha fatto capire alle dirette concorrenti per il terzo posto che da qui al 13 Maggio non mollerà un centimetro in trincea e che lotterà fino alla fine, consapevole di avere le credenziali per vincere lo sprint sul filo di lana; in fondo, a parte i biancocelesti ringalluzziti dal derby e i friulani in calo oltreché scioccati dal ko in Europa League, ci sono una Roma altalenante e un’Inter che, vittoria sul Chievo a parte, è ancora indietro di molto in classifica; con queste premesse, la possibilità di partecipare per il secondo anno consecutivo alla massima manifestazione europea rimane intatta, viva, accresciuta dal fatto che, rispetto alle contendenti, i partenopei danno l’impressione di essere, come detto sopra, nella migliore condizione sia fisica sia mentale, corredata anche dall’entusiasmo e dalla convinzione (questa sì positiva e non dannosa, come quella di qualche tempo fa) di essere una squadra che con la giusta concentrazione e il cinismo necessario può giocarsela e fare risultato contro chiunque.

Ma il messaggio di stasera non vale solo per il campionato: con il roboante successo contro il Cagliari, gli azzurri hanno lanciato impavidamente il loro guanto di sfida al Chelsea, quasi come a voler dire agli inglesi che, giocando in un certo modo e attaccando anche quando si può essere appagati del minimo sindacale, persino in Italia si può vincere con un punteggio tennistico; il Napoli ha voluto far capire ai suoi futuri avversari che vogliono affrontarli faccia a faccia, senza timori, sicuri di poter colpire come hanno saputo fare contro i sardi e intenzionati, oltreché pronti, a raggiungere un traguardo storico. Convinzione, dunque, ma senza montarsi la testa e abbassare la guardia: con o senza Villas-Boas, il Chelsea ha i suoi campioni, sia i vecchi sia i giovani, uomini di valore e di esperienza che, quantunque possano aver deluso nell’arco di un’intera stagione, sono pur sempre capaci di decidere la storia di una singola partita; non solo, ma i Blues sfideranno i partenopei nella loro casa, nella bolgia di Stamford Bridge, lì dove trascinati dai loro fan sfrutteranno il fattore-campo e si lanceranno all’attacco per tutti i novanta minuti più recupero, senza mollare la presa nemmeno un secondo al fine di recuperare il passivo di Fuorigrotta; Di Matteo la svolta l’ha data: lo si è visto contro il Birmingham e, forse, se ne avrà la conferma con lo Stoke. Tuttavia, il Napoli di stasera fa ben sperare, al di là dei goal presi a giochi fatti: se la squadra riuscirà a ripetere la stessa prestazione vista contro un Cagliari fin troppo debole per opporre resistenza, e soprattutto se giocherà da grande, e sottolineiamo grande, squadra per tutto il match, allora potremo assistere a una serata memorabile, alla serata forse più bella del Napoli degli ultimi vent’anni, a una partita che, malgrado la stagione attuale non sempre brillante, proietterebbe la Mazzarri-band nella storia. E allora… tutti a Londra!

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