PIOVE SUL BAGNATO: TANTA SFORTUNA, MA QUALCOSA NON VA…

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Dopo questa sera si potrebbero dire tante cose, e sicuramente non si tratterebbe di bugie. Ad esempio si potrebbe tirare in ballo una sfortuna micidiale, con due dei tre gol giallorossi arrivati con altrettante autoreti frutto di rocambolesche deviazioni; si potrebbe parlare di episodi, di gol regolare annullato per non si sa quale motivo. O ancora, è probabile che il più noto tra i capitolini avrebbe meritato un cartellino di colore diverso per un’entrata kamikaze; che il Napoli ha dovuto fare a meno del suo calciatore più determinante per gran parte del secondo tempo a causa di un infortunio muscolare; e non per ultimo che la porta degli avversari sembrava esser davvero stregata. In sintesi, ogni circostanza sembra indirizzata a dimostrare che agli azzurri in questi tempi sembra girare proprio tutto storto, per lo meno in campo nazionale.  Si potrebbero dire tante cose dopo la partita con la Roma, ma così facendo si rischierebbe seriamente di non volerne vedere altre. Eh si, perché prima di tutto ci sono i risultati, e il campo dice che il Napoli nelle ultime sette partite di campionato ha raccolto solo una vittoria, ritrovandosi a -12 dalla vetta e, soprattutto, a -10 dalla zona Champions. Ma ci sono ancora tante altre questioni sulle quali Walter Mazzarri dovrà porre l’accento, ed anche urgentemente, se vorrà che i suoi ragazzi non rovinino quanto di meraviglioso fatto in questa stagione, soprattutto in Europa. Perché è evidente che al di la degli episodi c’è qualcosa di più tangibile, e che non va per il verso giusto, se gli azzurri dominano il gioco sulle fasce contro i giallorossi senza riuscire a cavarne un ragno dal buco; se la difesa ha perso sensibilmente di solidità subendo la media di due gol a partita nelle ultime cinque uscite; se a centrocampo si commettono innumerevoli errori con giocatori chiave che peccano di precisione e lucidità. C’è qualcosa da correggere se la concretezza è diventata il tallone d’Achille di una squadra che fino a qualche tempo fa ne faceva il suo cavallo di battaglia; se Marek Hamsik è la brutta copia di quel gioiellino azzurro che i tifosi hanno imparato ad ammirare ed osannare; se Inler è lontano anni luce dal talento strappato all’Udinese; se Cavani non ha quella continuità eccezionale (ma forse anche irripetibile) dello scorso anno. C’è qualcosa da correggere se non si riescono a proporre quelle varianti necessarie quando l’avversario scende in campo prima per non farti giocare e poi per tutto il resto. L’icona del momento no dei partenopei è tutta racchiusa nella foga con la quale il povero Lavezzi si dannava con i suoi compagni, sul finire di primo tempo contro i giallorossi, indicando platealmente che era giunto il momento di darsi una svegliata. E’ tutto qui il Napoli versione campionato di questi mesi Pocho, c’è poco da fare. Bisogna darsi una svegliata…

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