HAMSIK: NAPOLI TI ATTENDE!
Cavani è tornato, Lavezzi c’è sempre stato, Hamsik invece… Lo slovacco è stato fino a questo momento protagonista di un inizio di stagione tutt’altro che esaltante. I botti a cui Marek ci ha abituati sono rimasti inesplosi. Soltanto tre i sussulti innescati da un suo gol. Piuttosto poco in relazione agli anni passati, quando i suoi inserimenti destabilizzavano le difese avversarie, incapaci di prevedere le sue mosse. Adesso però sembra che qualcosa dentro di lui sia cambiato. Magari saranno state le sirene rossonere che hanno risuonato a spron battuto questa estate, innescate dal suo nuovo procuratore Mino Raiola, oppure sarà stata colpa del tourn-over al quale Mazzarri spesso è ricorso ad averlo leggermente destabilizzato. Supposizioni, semplici supposizioni. Marek però non ci sta. Non ci sta a stare in disparte mentre la squadra coglie i successi che riempiono d’orgoglio le bocche di tutti noi tifosi. Lui l’amore per i colori azzurri non lo ha mai nascosto, resiste, è vivo nonostante qualche scellerato lo metta a repentaglio, come successo prima del match col City, quando sua moglie Martina, in attesa del loro secondogenito, è stata vittima di una rapina per fortuna senza conseguenze. Allora la svolta sembra essere prossima,dietro l’angolo, perché già nel pareggio interno contro la Lazio, Hamsik è sceso in campo con un piglio diverso. Nulla di trascendentale, ma nella seconda frazione di gara il suo spostamento nel centro sinistra di un centrocampo a tre sembrava avergli dato nuova ninfa. La sua qualità non è mai stata in discussione, le sue doti balistiche nemmeno. Questo suo “nuovo” ruolo lo renderebbe molto più partecipe alla manovra, con un numero maggiore di palloni che transitano tra i suoi piedi e con la porta sempre di fronte, nella sua visuale, esaltando la sua micidiale velocità di esecuzione negli ultimi trenta metri. Così deve essere. Hamsik è un finalizzatore. Uno di quei centrocampisti avulsi che tutti vorrebbero ma che solo noi abbiamo. Un centrocampista da doppia cifra: nei cinque anni trascorsi all’ombra del Vesuvio ha totalizzato cinquanta gol. E’ un patrimonio, un nostro patrimonio e come tale va preservato, capito e se ce n’è bisogno anche coccolato. I tifosi lo amano ed attendono un suo gol. Col City ci è andato vicino: sombrero al malcapitato Kompany e piattone mirato all’angolino. Solo il palo gli ha negato una gioia tanto cercata quanto meritata. Ma non disperare Marek, sabato c’è l’Atalanta; e se proprio non vorrai punire gli orobici capiremo. Lo prenderemo come un volersi preservare per un appuntamento speciale, con una vecchia signora vestita di bianco e nero, al quale sicuramente non vorrai mancare. Lo scorso anno è toccato a Cavani punirla, chissà che quest’anno,come già accaduto in altre quattro occasioni, non tocchi (di nuovo) a te
