I MEDIATORI DEL SALVA PROGETTO
Ticket in tasca, anzi abbonamento. Il ciuccio nel cielo d'Europa, quella bella, rigogliosa ed economicamente straripante; una stagione stratosferica e ricca di emozioni, in tutti i sensi. Che bello riavvolgere il nastro e riscoprire i gol di Cavani, i recuperi in extremis con i rumeni Steaua Bucarest e quelle vittorie all'ultimo respiro con Cagliari e Lecce. La Juventus che cola a picco, falcidiata in lungo e largo mentre la Roma, finalmente, cade al San Paolo. Tutto bello, tutto da incorniciare, poi la pellicola ripropone le ultime scene del film, un momento confusionario dove tutto è il contrario di tutto.Il colpo di scena è arrivato al fotofinish, come piace al presidente, ma un film da Oscar stava per diventare una produzione scadente, irritante e beffarda. La Champions lì, ad aspettare il Napoli, e nel momento di festeggiare la preoccupazione sale sempre di più come se il tappo dello spumante nemmeno volesse saltare. Da Gennaio ad oggi un cumulo di frasi, pensiero, interpretazioni che non solo hanno portato Napoli e il Napoli a cadere nei tranelli mediatici, ma addirittura rischiavano seriamente di rompere il giocattolo.In realtà, l'unico a parlare chiaro è stato il presidente quando più volte stuzzicato sulla questione allenatore: "Ha un contratto e non lo libero"; poi quelle frecciate da intendo ma non dico, quelle parole categoriche, combattive e orgogliosamente esplicite. L'altro, invece, c'è cascato: alla prima voce di un possibile interesse juventino ha iniziato a tirar fuori alibi lasciando piccoli segnali di addio o richieste di una chiamata che mai ci sarà. L'epilogo, però, è ovviamente cinematografico, quando tutto sembrava saltare, ecco il chiarimento, le parole di stima e la bandiera che torna a sventolare.
Sarà stato il tanto atteso chiarimento, sarà stato l'affetto della gente, sarà stato il cambio di programma, ma tant'è, la Juventus ha scelto Antonio Conte e Mazzarri si tiene il Napoli.Lavoro di ricucitura per Riccardo Bigon e Andrea Chiavelli che smessi i panni da Direttore Sportivo e Amministratore Delegato, hanno ricoperto il ruolo di mediatori, come due amici che cercano di riportare la sintonia fra altri due amici arrivati ai ferri corti. Da un lato la convinzione tattica, dall'altra il dettaglio economico, difficile capire chi dei due abbia potuto dare lo scatto decisivo, sta di fatto che la prima vera sintonia riguarda l'area tattica con i conti del club. Bigon avrà assicurato totale disponibilità nel lavoro di ricerca e coinvolgimento del mercato mentre Chiavelli avrà assicurato la presenza di fondi, non illimitati, ma ragionevoli e soprattutto appropriati alla causa azzurra, quindi c'è stata la voglia del presidente nel ribadire quale fosse il progetto azzurro e infine lui, il tecnico, che persa la fantasia Juventus si è tenuto il Napoli, forse per aver capito con certezza che lo scatto di ambizione sarebbe avvenuta qui, con chi il denaro e il progetto ce l'ha veramente. Tutto è bene quel che finisce bene, ma solo con il botto, il colpo di scena o il colpo di coda che innalza lo share, per il bene del Napoli nel nome dell'Europa che conta
