VI MANCANO TANTO, VERO?
Rabbia, frustrazione. Il sangue si coagula tra le pupille mentre schiuma di rabbia ogni piccolo tifoso. Domenica sera il Napoli ha schiantato la Juventus, la solita Juventus, che piange e si dispera mentre arrivano allo scoperto nuovi numeri della collana "Moggiopoli" offerta dal calcio italiano. Volevamo dimenticare, chiudere in un cassetto tra le cose da buttare, escludere quei ricordi dalla gioia del momento; volevamo liberarci di quel passato e andare avanti con la consapevolezza di un futuro più radioso e meno infangato.Moggiopoli ritorna sugli scudi grazie a Giorgio Corbelli, ex presidente della Società Sportiva Calcio Napoli in coabitazione con Corrado Ferlaino nell'era pre Naldi e quindi pre fallimentare: Quanti errori commessi ad un passo dal baratro, quante accuse e quanti rimorsi nel pensare a quel Napoli e che oggi lasciano il posto alla rabbia di chia ha truccato, derubato, stuprato e offeso il calcio italiano prima di spassarsela tra le varie trasmissioni sportive a dare giudizio come fosse il padre eterno di una giostra dal meccanismo ancora scontato.
Un verbale stilato lo scorso Novembre ai pm Narducci e Capuano per sbellicare e svuotare un sacco di rancore: "Assicurava carriera e sostanziosi ingaggi a calciatori che erano legati a lui direttamente, facendo in modo che tutti i costi economici fossero sostenuti da società diverse da quelle che lui rappresentava. A questo – dice Corbelli – devono aggiungersi i costi notevoli degli stipendi da corrispondere perchè quello di Amoruso era di 3,5 miliardi netti, mentre Pecchia riceveva uno stipendio netto di circa un miliardo e 200 milioni. Moggi ci indusse a rilevare anche il cartellino del calciatore Salvatore Fresi che in quel momento era sotto contratto dell'Inter, ma in realtà era un suo uomo essendo assistito dal figlio Alessandro. Altri calciatori contrattualizzati dal Napoli, su indicazione di Luciano Moggi furono Baccin, prelevato dalla Ternana e di cui la Juve deteneva il 50 per cento del cartellino e il calciatore Moriero, quest'ultimo prelevato dall'Inter insieme a Fresi. Dopo questi acquisti Corrado Ferlaino mi disse che non avremmo più dovuto ingaggiare altri calciatori dell'orbita moggiana poichè il mio socio continuava a dirmi in privato che non dovevamo permettere a Luciano Moggi di superare una certa soglia di potere all'interno della società Calcio Napoli poichè altrimenti alla fine sarebbe stato lui ad avere il controllo della squadra.Il rifiuto a portare a termine l'operazione Paceco – dice Corbelli – segnò il primo forte momento di rottura e di distacco con Luciano Moggi al punto che immediatamente Alessandro Moggi, che percepiva uno stipendio annuale di 180 milioni di lire, abbandonò il suo incarico chiedendo di rescindere il contratto. Zeman ebbe subito contro il gruppo dei cosiddetti 4 senatori della squadra(tutti in procura con la famosa Gea di Mogg jnr) ovvero Amoruso, Pecchia, Moriero e Fresi e Ferlaino voleva esonerare Zeman già dalla terza partita di campionato ovvero Napoli-Bologna. Fresi fu il killer di Moggi facendoci perdere a Verona e causando ia punizione del Brescia al San Paolo dove pareggiò Baggio. A fine stagione Fresi fu premiato con contratto da nababbo alla Juventus dove fece solo panchina"
Che squallore e che vergogna, una vergogna che l'Italia ignora per i propri interessi, tanto un po' tutti hanno capito che il caso "Calciopoli" non era altra che l'eliminazione di un personaggio diventato troppo potente a discapito di altri potenti e quindi fastidioso e temibile. Ad oggi, il calcio italiano non è cambiato di una sola virgola, "morto un papa se ne fa un altro" si direbbe, magari migliore, più o meno in vista ma sempre bravo nel spostare le leve di conduzione.A dieci anni di stanza, si sentono ancora personaggi più o meno pittoreschi che rimembrano e richiamano a gran voce il gatto e la volpe perchè di vittorie non se ne vedono più da quelle parti mentre tanti altri lucrano e gonfiano la loro immagine televisiva contattando e piazzando in primo piano determinati volti, come se una trasmissione televisiva dedicata alla giustizia presentasse sul comodo divano del primo attore Totò Riina o Bernardo Provenzano!
Uno scandalo racchiuso nei luoghi comuni di una stampa nazionale sempre più impregnata nei personalismi e nella politica circostante pronta a staccare un nuovo assegno pur comprare il silenzio, l'onore e la verità! Anche il Napoli ne pagò a caro prezzo: retrocessione, gare truccate, rischio bancarotta, la corsa contro il tempo per salvare ciò che resta di una società moribonda, la disfatta e l'umiliazione finale! Tutto a favore di chi, quella giostra, la faceva girare vorticosamente tra una vittoria e un "pizzino" inviato in tempo record. E al calcio italiano, cosa resta? Resta l'ipocrisia e la faccia tosta di tanti colpevoli silenziosi dalle facce pulite e le mani sporche mentre i tifosi, il motore di questo ex sport sempre più adibito a show, non resta che raccogliere cocci, metterli insieme e trovare una risposta. Via Cragnotti e la Lazio non vince più, via Tanzi e il Parma vede l'Europa solo in videocassetta, via Moggi e Giraudo e la Juventus si aggrappa al favore mediatico di far passare Chiellini e Bonucci come grandi campioni! Un perchè ci dovrà pur essere. E il Napoli? Napoli provava a dimenticare, a mettere da parte il suo dolore colpevolizzandosi ancora una volta, cercava di non riaprire la scatola dei ricordi neri per andare avanti convinta per l'ennesima volta di essere colpevole del proprio destino così come ancora accade nel sociale perchè comodo e facile investire di alzare la testa e puntare il dito contro chi, da più di un secolo, mangia a sbaffo alla faccia di una capitale mondiale trasformata in "tumore nazionale"!
Eccola la vostra verità! Quella nascosta a regola d'arte, regola mischiata al contentino e alle promesse perdute pur di arricchire la solita tasca; chissà se al posto di Corrado Ferlaino e Giorgio Corbelli ci fosse stato Aurelio De Laurentiis cosa sarebbe successo, lui che non ama farsi comandare a bacchetta e che non le manda a dire. Immaginiamola così, tanto per stroncare quell'amaro in bocca nuovamente gustato: Moggi ordina e De Laurentiis lo caccia fuori a calci nel sedere! Immaginazione, certo, ma ogni napoletano sa bene che ci resta solo quello oltre alla soddisfazione nel vedere chi tanto aveva giovato in ginocchio, piangendo e soffrendo. Vi mancano vero?! Forse con loro i vari Hamsik, Lavezzi e Cavani non sarebbero mai passati da qui e loro non avrebbero mai fatto i conti con quel minimo di giustizia che proprio da qui, proprio da Napoli, proprio da quella città perennemente infangata, è ripartita. Vi mancano e tanto, tiemp bell e na vot…
