CANDREVA: ECCO PERCHE’ NON SI PUO’ !

Rivelazione di inizio campionato, sempre più spesso accostato al Napoli: Antonio Candreva, ventiduenne romano in prestito al Livorno, è sicuramente una delle poche stelle emergenti italiane messesi in mostra fino ad ora. Il prezzo per il suo ingaggio sembra aumentare di giorno in giorno sotto la spinta di tv e giornali. Ad oggi però 15 milioni di euro fissati per il suo cartellino appaiono forse un po’ troppo per un ragazzo che ha ancora tantissimo da dimostrare. Un inizio di campionato tutto sommato buono non può far lievitare così in alto il prezzo di un giocatore, seppur seguito da tanti club anche a livello internazionale. Il ct della Nazionale Marcello Lippi ha visionato in questi mesi le sue prestazioni e per le amichevoli contro Olanda e Svezia ha deciso di regalargli una convocazione. Un sogno che si avvera per Antonio, come da lui stesso dichiarato. Ma conosciamolo meglio. Candreva nasce calcisticamente nel Lodigiani, per poi passare prima alla Ternana e poi all’Udinese. L’Udinese per farlo maturare lo gira in prestito nella stagione 2008-2009 al Livorno ed Andrea disputa un discreto campionato, contribuendo alla risalita in serie A della squadra toscana. Visto il buon affiatamento con squadra e città, la proprietà friulana decide di confermare il prestito anche per questa stagione per fargli assaggiare il campionato di serie A senza troppe pressioni. Nel frattempo per lui si aprono le porte delle nazionali minori: prima giovanissimo nell’under 18, poi l’esperienza con l’under 21 con la vittoria del torneo di Tolone nel 2008 e convocazioni sia per le Olimpiadi che per gli Europei di categoria.

Le sue caratteristiche tecniche sono ormai note. Destro naturale, predilige la fase offensiva a quella difensiva. Nasce come esterno, ma viene spesso schierato sia da mezzala che come trequartista puro alle spalle delle punte. Ama tirare da lontano, mettendo in mostra una buona capacità di calcio. Giovane, ma per niente timoroso: non ha paura dei fischi e questo lo porta a giocate pregevoli, anche se rischiose. In questa stagione ha collezionato 11 presenze, con un prestazioni sempre al di sopra della sufficienza. Prestazioni che gli hanno garantito l’interesse di società come Napoli, Juventus o West Ham. Nonostante tutto, ai più l’interesse partenopeo appare solo una trovata mediatica per far lievitare il costo del cartellino, visto che la società di De Laurentiis ricorrerebbe al suo acquisto solo nella remota ipotesi di una cessione di Hamsik. Non si spiega infatti la collocazione tattica del calciatore romano che, seppur essendo un jolly del centrocampo, presupporrebbe una cessione di qualche titolare inamovibile dello scacchiere napoletano. L’imputato principale potrebbe essere il mai continuo Cigarini, sempre ai margini dell’undici titolare: ma anche questo appare molto più fantacalcio che altro. Una cessione in questo mercato del “regista” voluto dal duo Marino-Donadoni creerebbe una minusvalenza da alienazione di almeno 5 milioni di euro, e statene certi che De Laurentiis sa bene quando vendere e quando non vendere un suo calciatore! Inoltre Candreva è ad oggi un giocatore dell’Udinese, il che complica e non poco il fattore prezzo. Basti ricordare il caso D’Agostino per capire le difficoltà di trattare con i Pozzo. Ultimo aspetto che chiuderebbe le porte di Napoli al romano è l’elevato numero di centrocampisti in uscita nelle mani di Bigon. Si va da Amodio a De Zerbi, passando da Bogliacino e Rullo. Difficilmente dunque potranno arrivare forze fresche senza prima aver effettuato un buon numero di cessioni. Inoltre c’è la volontà della dirigenza azzurra di non commettere un nuovo errore Zuniga: comprare cioè un giocatore per poi adattarlo in un ruolo non suo. Limiti invalicabili dunque, che rendono l’acquisto di Candreva una mera chiacchiera di metà campionato.

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