A PRESCINDERE DA VARGAS
Siamo in pieno mercato di riparazione ed è chiaro che, in casa Napoli, su tutto domini l’approdo in riva al Golfo di Edu Vargas: bravo, forte, promettente, un futuro da campione e, soprattutto, alternativa sicura a Lavezzi, con tutti i conseguenti rumors che quest’ultima ipotesi comporta (compreso quello di una partenza prossima o remota del Pocho per altri lidi, vedi Milano). Subito dopo l’arrivo del cileno, la prima domanda che la maggioranza dei tifosi si sarà logicamente posta è: “non sarà mica l’unico colpo di Gennaio?”. Le opinioni al riguardo da parte degli addetti ai lavori sono differenti e la stessa dirigenza azzurra non ha ancora espresso una posizione ufficiale sulla questione: cert’è che comunque, allo stato attuale, il Napoli non può né deve assolutamente limitarsi a Vargas come acquisto invernale, stanti le esigenze delle quali necessita la rosa a disposizione di Mazzarri, esigenze concernenti soprattutto quelle zone del campo in cui i partenopei soffrono di più, anche a causa di evitabili negligenze commesse da Bigon e soci durante la campagna-acquisti estiva.
Per esempio, le corsie laterali: il Mister non ha quattro esterni di ruolo e, se a destra Maggio ha trovato in Zúñiga un quasi affidabile gregario, sul lato opposto invece Dossena è privo di sostituti adeguati, il che, in caso di sua assenza, costringe il colombiano a giocare da mancino; urge dunque prendere un esterno sinistro per poter turare questa prima falla, purché sia incline a entrare in scena solo per far rifiatare il lodigiano. Giocatori come Balzaretti, come l’ormai maturo Armero e come un altro Vargas (Juan Manuel, Fiorentina) sono “titolarissimi” nei loro club e certamente indisposti a venire a Napoli per scaldare la panca nel girone di ritorno, lo stesso dicasi per Cristian Chivu, accostato agli azzurri nei giorni scorsi, sebbene il rumeno sia diventato egli stesso riserva dell’Inter: si tratta di nomi che potrebbero vestire l’azzurro solo a Giugno e solo (ovvio) in caso di partenza di Dossena, meglio quindi puntare nell’immediato su giovani possibilmente pronti anche a una dura gavetta, tipo Marco Capuano del Pescara (1991), che alla corte di Zeman ha già mostrato le sue potenziali doti nel ruolo di esterno sinistro e che gli osservatori del Napoli hanno già attentamente visionato: un po’difficile, comunque, che possa venire già ora, data l’utilità che egli riveste nell’undici abruzzese, in piena corsa per agguantare un posto in A.
Non dimentichiamoci, poi, del centrocampo, altro punto nevralgico: si è visto come il gioco di Mazzarri comporti un notevole dispendio di energie per Inler, Gargano e Džemaili, ragion per cui serve qualcuno capace di ridare dinamismo lì in mezzo, sopperendo al vuoto lasciato aperto dall’addio di Pazienza, vuoto che Donadel, sempre più oggetto misterioso, non ha colmato. Nainggolan, Biondini, Cirigliano, Mudingayi, Yacob, Palombo sono i diversi nomi circolati negli ultimi tempi: sui primi due si potrebbe anche scommettere, sempre che Cellino sia disponibile a farli andare via sin da ora; i due argentini, seppur promettenti, rappresentano un azzardo più rischioso, legato alle sicure difficoltà d’ambientamento nel nostro calcio; il congolese del Bologna forse garantirebbe più muscoli e sostanza, ma non velocità e movimento; quanto a Palombo, invece, bisogna sempre tener presente che lui, capitano e bandiera blucerchiata al punto tale da seguire fedelmente il destino disgraziato della sua squadra, non ha lasciato Genova in estate e non lo farà nemmeno adesso.
E l’attacco, vi chiederete voi? Certo, come no? Sarebbe d’uopo puntellare anche lì, dacché da un po’ di tempo a questa parte Mazzarri (non proprio a torto a dir la verità) ha perso di vista il suo caro conterraneo Lucarelli: sparito lui, occorre a Cavani un altro sostituto, con caratteristiche fisiche che in qualche modo rimembrino l’ariete livornese; a fare la riserva non ci starebbe certo il sempre citato Gilardino, seppur in rapporti non proprio idilliaci con la Fiorentina dalla quale potrebbe venire invece Silva, che in viola non trova spazio e che a Napoli potrebbe garantire esperienza e fisicità in fase offensiva, mentre restando alla voce “usato sicuro” (l’uruguagio fiorentino ha già 31 anni) potrebbero essere utili, con le dovute riserve legate ovviamente all’età non più verde, un Caracciolo e, perché no?, persino un Iaquinta o un Toni: saranno anche anziani, ma sono sempre e comunque le vecchie volpi abili a far salire la squadra e a farsi trovare pronti a colpire in zona-goal.
Sono tanti, dunque, i nomi che potrebbero far comodo al Napoli nel futuro prossimo.
