MAZZARRI NEL SEGNO DELLA DISCONTINUITA’

Gli effetti della cura Mazzarri si potranno valutare solo nel medio-lungo periodo. Meglio non esaltarsi troppo dopo il primo sofferto successo del nuovo ciclo. Tuttavia, non si può omettere di considerare che qualcosa rispetto al passato, remoto e recente, è cambiato. Piccole variazioni che Donadoni -ed anche per questo ha pagato- non ha mai provato ad apportare, nemmeno nella fase finale e sperimentale dello scorso campionato. Mazzarri ha letto diversamente alcuni aspetti, dalla struttura della difesa all'ossatura del centrocampo, dalla gestione del caso Lavezzi alla capacità di scuotere il gruppo. Come avevamo scritto in settimana, la difesa a tre si è spesso trasformata a quattro con l'ausilio di Aronica (bravo anche in fase di spinta). In Campagnaro e Aronica, suoi ex pupilli, il tecnico ha trovato quanto cercava nella doppia fase di gioco. In questa ottica Mazzarri sta valutando l'ipotesi di impiegare Zuniga a destra nella trasferta di domenica prossima, approfittando dell'assenza di Cannavaro e spostando Campagnaro centrale insieme a Contini. Sarà il lavoro settimanale a determinare le scelte finali, così come è stato per la composizione del centrocampo anti-Bologna.

Cigarini rischia di vedersi molte partite dalla panchina. Per Mazzarri non dà ritmo all’azione e per il momento resterà a guardare. Giocare con Gargano, Datolo e Hamsik però è un rischio, ci si espone troppo, dopo un tempo il tecnico ha capito che era doveroso trovare più equilibrio. Mazzarri già a Firenze promuoverà Pazienza titolare, perché preferisce due interdittori in mezzo al campo che lasciano liberi di offendere Maggio e Hamsik, più efficace come mezz'ala sinistra. I loro inserimenti saranno l'arma in più del nuovo Napoli.

Caso Lavezzi. Mazzarri l'ha fatto scendere in campo trattandolo proprio come ha fatto in questi anni con Cassano: gli indispensabili vanno sempre schierati e lui l’ha ripagato alla grande. Il messaggio è chiaro per tutti: dal Pocho non si può prescindere. Adesso il nuovo allenatore lavorerà molto soprattutto per far crescere l’intesa tra l’argentino e Quagliarella e favorirne l’amalgama col resto del gruppo, perché si fa ancora fatica a servire le punte come Dio comanda. “Il cuore di questo Napoli mi entusiasma, per il momento va bene così”, osserva gasato il trainer pronto a rituffarsi in un’altra settimana di intenso lavoro con tutto il suo staff.

Capitolo mercato. Mazzarri avrà le idee chiare soltanto a Natale, ma ha già capito quello che ha tra le mani e in questa settimana approfondirà meglio la conoscenza dell’organico. Per il momento pare abbia richiesto tre rinforzi: due difensori (uno a sinistra e un centrale, con Rinaudo in lista di sbarco) ed un centrocampista di contenimento. Per l'attacco vuole aspettare un po'. Denis resta sotto osservazione, Hoffer potrebbe tornare in Austria.

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