NELLE MANI… DE’ SANCTIS

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C’è un aggettivo che a Pierpaolo Marino piace un sacco, tanto che lo ripete come una sorta di mantra per guidare le proprie scelte di mercato: prospettico. Questo termine indica il calciatore tipo per il Napoli, giovane forte e ambizioso il giusto. Ecco perché Cigarini, ecco perché De Ceglie, ecco perché Zuniga. Che questi giocatori arrivino o meno hanno tutti in comune la giovane età; la piccola differenza, rispetto agli anni passati, è che anche gli acquisti prospettici adesso hanno in realtà una discreta esperienza, nazionale e internazionale. Ma sono pur sempre ragazzini, o poco più. Un discorso che non può funzionare per il portiere, ruolo in cui c’è bisogno di una figura adulta e carismatica, per rassicurare una difesa altrimenti in balia delle intemperie. In quest’ottica si spiega l’arrivo a Napoli di Morgan De Sanctis, l’incarnazione perfetta dell’identikit sopra citato. Esperto ma non vecchissimo, perché il Napoli è pur sempre una squadra che guarda al futuro. De Sanctis arriva a titolo definitivo, contratto pluriennale, il Napoli ha pagato il cartellino circa 1,6 mln di euro al Siviglia.

A disposizione di Donadoni arriva uno che per diversi anni è stato il secondo miglior portiere d’Italia. Poi alcune scelte discutibili ne hanno rallentato sensibilmente la carriera, finendo per estrometterlo gradualmente dalle prime pagine dei giornali e dai taccuini degli osservatori europei. Talento precoce, De Sanctis, che inizia la carriera professionistica a soli 17 anni, in serie B con il Pescara. Ci resta fino ai 20 anni quando attira l’interesse della Juve che punta forte su di lui investendoci dieci miliardi di lire. A Torino però non ha la fortuna sperata, giocando soltanto tre partite in due stagioni. Passa all’Udinese dove deve accontentarsi di un altro paio di campionati da comprimario prima di spiccare il volo e conquistare la maglia da titolare. Da quel momento, è il 2002, Morgan resterà a difesa della porta friulana fino al 2007, giocando in Europa e guadagnandosi anche l’esordio in Nazionale, grazie alle sue ottime prestazioni. Poi la scelta di svincolarsi tramite l’articolo 17 (primo calciatore in Italia) e di accasarsi a Siviglia, dove però parte come riserva di Palop e si ritaglia pochissimo spazio. Ciò non impedisce al ct Roberto Donadoni (sì, proprio lui) di puntare su De Sanctis per il ruolo di terzo portiere all’Europeo in Austria e Svizzera, dietro Buffon e Amelia. Poi il prestito al Galatasaray, dove gioca un’ottima stagione ritrovando finalmente continuità nelle prestazioni. Arriviamo ad oggi, quando De Sanctis dopo un lungo corteggiamento decide di sposare il nuovo progetto-Napoli, che punta anche su di lui per tornare finalmente nel calcio che conta. Un acquisto che mette sicuramente d’accordo sia Marino (che l’ha portato a Udine), sia Donadoni (che l’ha portato agli Europei). E probabilmente metterà d’accordo anche molti dei tifosi partenopei.

Soprattutto, ed è ciò che più conta, è l’affare che ha fatto il Napoli a contrattualizzare in questo momento Morgan De Sanctis. Fra i portieri attualmente sul mercato si tratta di certo del più affidabile e il migliore nel rapporto qualità-prezzo. Se Marchetti costava troppo e Cassano era considerato troppo acerbo, De Sanctis offre la qualità del primo ad un prezzo anche più basso del secondo, con il non trascurabile particolare di essere decisamente più avvezzo alle grandi platee. Proprio quello che serviva, visto che gli azzurri dovranno presto iniziare a familiarizzarci, con questi palcoscenici importanti.

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