DE LAURENTIIS, I CONTI NON TORNANO

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De Laurentiis è arrabbiato. Un dato di fatto inequivocabile, tempestoso il dopo partita di Cagliari. Il fegato del patron comincia a perdere pezzi, sensazioni strane avvolgono il numero uno di un club che ha improvvisamente smesso di scalare l’Italia del pallone. Amareggiato e rabbuiato, De Laurentiis si lecca le ferite ma è deciso a cambiare tutto. Rivoluzionerà il Napoli, come ha annunciato il sabato prima di Pasqua. Il girone di ritorno gli sta riservando la parte peggiore di una squadra sopravvalutata all’inizio ma che nessuno pensava potesse cadere così in basso.

Il vortice negativo che riguarda l’aspetto tecnico andrà sicuramente ad intaccare anche il portafogli del presidente, che dovrà investire molto di più dell’anno scorso (34 milioni) e di due anni fa (44) se intende fornire una dimensione europea al suo club. E tutto ciò ovviamente gli procura ansia, preoccupazione, indecisione. E a questo punto –per lui che ha sempre voluto salvaguardare il bilancio- sorge spontanea una domanda: riuscirà ad incassare anche di più rispetto alle ultime due stagioni? Il disastro sportivo può avere ripercussioni sulle casse del Napoli, che di sicuro non si arricchirà vendendo giocatori in esubero, se Marino ci riesce. A meno che non si deciderà di sacrificare uno tra Hamsik (che sembra già con la mente alla Juve…) e Lavezzi, molto deludenti in questo primo breve ciclo Donadoni. Da loro –ritenuti i migliori- ci si attendeva un segnale netto di risveglio, che potesse fungere da sprone per tutto il gruppo e che invece non si è intravisto.

L’Europa svanita intristisce De Laurentiis che perde tra i 10 e 20 milioni di introiti dalla mancata partecipazione alla Coppa Uefa, tra sponsor e diritti televisivi. E poi cosa potrà incassare da Mediaset e Sky, con le quali andrà rivisto il contratto firmato la scorsa estate? L’obiettivo sarà di incrementare le entrate  operazione non proprio semplice, visto che la crisi coinvolge anche i due grandi network e che altre squadre hanno il diritto di far sentire di più il peso di una classifica migliore. Dunque, la rabbia di De Laurentiis è più che comprensibile, guardando quanto accade in campo e pensando a quanto potrà succedere fuori. E se può essere una strategia arguta firmare contratti tv di anno in anno per sfruttare gli eventuali progressi, la stessa operazione può tramutarsi in un boomerang quando si incappa in annate negative come questa, che si avvia finalmente alla conclusione. Le aspettative dopo i primi due anni di A erano diverse, ci si attendeva quanto meno un andamento crescente, interrotto invece bruscamente e che costringerà De Laurentiis ad esporsi maggiormente per porre rimedio alle deficienze mostrate dalla sua squadra. Problemi esistono anche con lo sponsor tecnico, che non sarà più la Diadora. Si erano fatte avanti sia Puma che Adidas, che però negli ultimi mesi hanno fatto retromarcia e pare che adesso la campana Legea e la Macron abbiano più chance di vedere il proprio marchio legato al Napoli. Tutti segnali che De Laurentiis ha colto e che sono il frutto di un prodotto Napoli finito al ribasso a causa di un pessimo girone di ritorno. Basteranno le promesse di scendere in prima persona sul mercato da parte del presidente ad invogliare sponsor e tv ad investire e scommettere ancora sulla società partenopea?

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