ANSIA DA “RESPONSABILITA’”. CHI FA IL PRIMO PASSO?
La festa alla fine c’è stata. E definirla semplicemente meravigliosa sarebbe riduttivo. Emozioni vibranti hanno scosso domenica sera i cuori di un “San Paolo” quasi incredulo, ancora attonito di fronte ad una notte attesa per ventuno anni e materializzatasi al termine di una stagione da brividi. Gioia in ogni angolo della città, una marea di vessilli azzurri tanto densa da sembrare uno tsunami. Canti, esultanze, balletti. Persino le lacrime, in campo e fuori, hanno salutato questa Champions acciuffata per le orecchie. Ma dopo aver brindato e, perché no, anche un po’ schernito con un pizzico d’ironia tipicamente partenopea coloro i quali sotto altre bandiere hanno per anni beffeggiato i colori azzurri, è già tempo di metter fine alle pacche sulle spalle per concentrarsi sul futuro. E l’atteggiamento di due tra i maggiori artefici di questo successo, Walter Mazzarri e Aurelio De Laurentiis, durante i festeggiamenti in campo al triplice fischio di Napoli-Inter lascia presagire un braccio di ferro senza esclusione di colpi nel faccia a faccia previsto per mercoledì. Una cosa è certa: c’è bisogno di chiarezza, e una decisione definitiva dovrà esser presa al più presto, forse anche nelle ore immediatamente successive al vertice tra presidente e allenatore. Senza “se” e senza “ma”, per il rispetto e soprattutto per il bene dei tifosi, della piazza. E del Napoli.
DE LAURENTIIS – Le immagini del “San Paolo” hanno mostrato un presidente dall’espressione insolitamente cupa, che mal si addice ad un vincitore. In disparte, certamente felice ma pacato nei festeggiamenti; ignorato per lunghi minuti dai suoi calciatori, impegnati a portare in trionfo il loro condottiero. Che si tratti del segnale inequivocabile che la squadra è dalla parte dell’allenatore? Probabile che i giocatori abbiano deciso di sposare la linea mazzarriana non solo per affetto nei confronti del tecnico toscano, ma anche perché una situazione simile potrebbe presto o tardi riguardare ognuno di loro. “Rispetto qualunque decisione del mister, è giusto che una persona voglia crescere professionalmente – ha dichiarato Lavezzi a Mediaset Premium nel post partita di domenica – Dio ci ha dato la fortuna di diventare calciatori, ad altri allenatori. E nonostante siamo pagati profumatamente facciamo tanti sacrifici”. Parole forti. In ogni caso De Laurentiis si ritrova tra le mani una brutta gatta da pelare, e la sua immagine è riflesso della consapevolezza di poter sbagliare in ogni caso. Se non facesse nulla per trattenere un tecnico vincente e stimato dalla piazza correrebbe il rischio di inimicarsi la tifoseria. Viceversa, se riuscisse a ricucire lo stappo trattenendo Mazzarri in azzurro “piegandosi” alle sue richieste, il rischio non sarebbe minore e le critiche pesanti qualora (tocchiamo ferro) la squadra dovesse incappare in qualche brutto risultato la prossima stagione.
MAZZARRI – Il tecnico di San Vincenzo parte invece da una situazione di vantaggio. Innanzitutto è attualmente idolo della tifoseria, e ha dalla sua parte i risultati sul campo. In secondo luogo potrebbe andar via da vincitore, abbandonando non una barca che affonda ma un transatlantico che viaggia col vento in poppa. Senza contare che potrebbe far ricadere sul presidente le responsabilità di un doloroso addio, giustificandolo con eventuali e presunte scarse ambizioni di De Laurentiis riguardo il mercato (e di conseguenza la prossima stagione). D’altro canto la tentazione di guidare la squadra in Champions è forte, e Mazzarri ama le sfide. In tal caso potrebbe decidere di restare, magari rinfrancato da qualche promessa societaria. Ma si tratterebbe di una decisione di grande responsabilità, ancorata al pensiero di fondo che sarebbe difficile in ogni caso migliorarsi o addirittura confermarsi, col rischio di incappare facilmente nelle ire di presidente, critica e piazza nel caso in cui i risultati fossero anche soltanto leggermente diversi da quelli di quest’anno (come una qualificazione europea di minor prestigio). In un batter d’occhio si tornerebbe su tutte le tensioni venute prematuramente a galla sul finire di questo campionato.
Insomma, nonostante il traguardo raggiunto c’è ansia in casa azzurra. Solo il faccia a faccia potrà sbrogliare la matassa, e in questo momento solo una cosa è certa: nessuno vorrebbe essere nei panni di Mazzarri o De Laurentiis…
