ADDA PASSA’ A’ NUTTATA
In una giornata in cui il calcio e il suo carrozzone milionario non si sono fermato davanti a nulla, il Napoli fa uno strappo alle decisioni dell’intero movimento e decide di suo di non giocare contro l’Atalanta. 90 minuti soporiferi, senza un tiro in porta, con molti tifosi sugli spalti che già a metà della ripresa decidono di dire basta ad uno spettacolo a dir poco modesto. Ma quanto durerà ancora questo supplizio, in molti si chiedevano sui gradoni del San Paolo? Sette partite, ancora 630 minuti di sofferenza e poi finalmente la prima era del nuovo Napoli si chiuderà. Già perché le parole di De Laurentiis a fine partita, l’unica cosa interessante di una giornata alla camomilla, sono dei veri e propri bastioni su cui poggia la ricostruzione azzurra, nella quale il ruolo del Direttore Generale Marino resta ancora da chiarire. “Dopo 5 anni d’esperienza nel calcio è giunto il momento che cominci a prendere in mano la situazione in prima persona”, prima stoccata. “Abbiamo buttato due anni, sono stati commessi degli errori che non possiamo più permetterci di commettere”, seconda stoccata. “Prenderemo un difensore affidabile, un regista e una prima punta da doppia cifra”, e il dato è tratto. In soli 10 minuti di colloquio con la stampa nel ventre del San Paolo, De Laurentiis fornisce più spunti giornalistici che in tutti i cinque anni della sua gestione.
Anche il numero uno della società, che sin qui aveva parlato di un Napoli “in progress”, di un progetto “in fieri”, si è stancato di assistere a spettacoli mortificanti per l’intelligenza delle persone, come quello offerto dalla compagine azzurra contro l’Atalanta. Così come mortificante è il bilancio della stagione del Napoli: un campionato anonimo, se si eccettua il buon girone di andata, eliminazione al primo turno di Coppa Uefa ed eliminazione ai Quarti di Finale in Coppa Italia, nonostante squadre come Samp e Lazio siano ancora lì a giocarsela con ottime possibilità di arrivare in finale. Questi proclami di De Laurentiis sono le uniche cose che fanno ben sperare il tifo azzurro, che non vuol più vedere, per nessuna ragione al Mondo, giungere a Napoli calciatori come Rinaudo, Navarro e Datolo a prezzi eccessivi e spacciati per colpi di mercato. Un vincente come lo è De Laurentiis nel mondo dell’imprenditoria e del cinema non può essere soddisfatto di lottare per il 12esimo posto in classifica, soprattutto se si ha per le mani un giocattolo chiamato Napoli, cosa ben diversa da un Udinese qualsiasi, con tutto il rispetto dovuto ad una società seria come quella friulana. Ultima notazione su Hamsik: se lo slovacco è il calciatore visto quest’anno, gol a parte, ben vengano Criscito, Iaquinta e contanti freschi.
