NAPOLI, MOSTRA I MUSCOLI E SARAI GRANDE

Questo è un Napoli forte, tanto da poter pensare di competere per la vetta in un futuro non poi così lontano. L'investitura ufficiale è arrivata direttamente da Pierpaolo Marino, uno poco avvezzo ad esporsi mediaticamente con iperboli o dichiarazioni trionfalistiche, uno che alle illusioni da dare in pasto alla folla preferisce la costruzione del suo progetto mattone dopo mattone, stuccata dopo stuccata, perchè solo così nascono edifici solidi, in grado di durare nel tempo e di non sbriciolarsi alla prima tempesta. Uno che di solito vola basso con le parole ma alto, molto alto, con i fatti. Non questa volta però. Questa volta ha alzato il tiro pure alle sue dichiarazioni, da navigato operatore del settore, e non per spacconeria. Un messaggio il suo. Al mondo dei media, troppo spesso occupato a curare l'orticello delle solite grandi per accorgersi di un Napoli in rapidissima ascesa, ma pure alla squadra ed il suo tecnico di non trovare giustificazioni esterne alle sconfitte, che vi è tutto in questa società per poter sconfiggere avversari ed avversità. Parole destinate ad una grande squadra che avvalorano l' impressione, ora certezza, avuta dopo le primissime uscite stagionali. Quella sensazione di essere di fronte ad un gruppo intimamente diverso rispetto allo scorso campionato e destinato a crescere in maniera esponenziale col trascorrere delle giornate. Un Napoli primus inter pares. Grande tra le grandi.

 

Manca ancora un gradino. Un salto di qualità da compiere per essere considerato tale. Marino lo ha fatto intendere. Non parliamo di Dondarini o di Stark ma concentriamoci sugli errori, su ciò che si può migliorare con le proprie capacità e non sulle decisioni arbitrali, che appartengono alla sfera dell'imponderabile. Guardiamo in casa nostra, insomma. Al fatto che Denis è bomber vero e come tale va sfruttato. Ma quale nuovo Calderon?! Varie sono le cause del suo inizio singhiozzante e, tra queste, non è da trascurare un modo di stare in campo della squadra che non favorisce i finalizzatori ma esalta maggiormente i centravanti di manovra alla Zalayeta, bravi a sacrificarsi e ripiegare pure sul centrocampo. Un limite di questo Napoli. Perchè non ci si può unicamente difendere con le unghie e con i denti sfruttando le ripartenze. Per essere grandi bisogna pure mostrare i muscoli, imporre il proprio canovaccio alle partite, partecipando attivamente e non limitandosi ad infilarsi di rimessa tra le pieghe delle difese avversarie. Rivedendo pure il modulo di gioco che, in talune occasioni, è addirittura penalizzante. Come a Lisbona, dove a Quique Flores è bastato tenere alti gli esterni per fare scattare l'allarme tra gli azzurri. Il gol di Reyes è un chiaro esempio di confusione tattica e non è possibile dare la colpa a Maggio che stava ripartendo per offrire una possibilità di scarico al Pocho. Non soffermiamoci sul fallo ai danni di Lavezzi, piuttosto miglioriamo negli automatismi e nelle posizioni sul terreno di gioco. Impariamo a gestire le partite, gli episodi favorevoli, anzichè rimarcare quelli sfavorevoli. Come a Genova. Due reti sarebbero dovute bastare per vincere e invece non si è raccolto nemmeno un punto. Meglio soffermarsi quindi sugli svarioni costati tre gol al passivo che protestare contro le decisioni del pur mediocre Dondarini. E' questo l'atteggiamento da assumere se si vuole colmare il gap con le primissime e non rimanere un'eterna incompiuta. 

L'organico è di primissimo livello – il più forte Napoli del post Maradona – ma va sfruttato al meglio. I giocatori vanno utilizzati per quelle che sono le loro caratteristiche tecniche e soprattutto tattiche. Lampante è il caso di Mannini, accostato da Marino a Cristiano Ronaldo nei primissimi giorni napoletani, per modo di stare in campo, eppure collocato puntualmente a fare il terzino con i risultati che ne conseguono. Lo stesso Lavezzi, pur sbagliando nella protesta plateale, ha ragione nel voler seguire il proprio estro. Non è giocatore a cui affidare compiti tattici poichè il genio va lasciato libero di esprimersi come meglio crede. Collocarlo in una deteminata posizione equivarrebbe ad annullarlo. Equivoci da risolvere, dunque.Perchè questa squadra giovane e forte necessita di chiarezza per poter crescere serenamente e proficuamente, non di ulteriori dubbi. Di una mano ferma in grado di governarla, sfruttando al massimo la sua potente forza d'urto, a tratti devastante. Il Napoli è la squadra più giovane e con i più ampi margini di crescita dell'intera serie A e come tale va educata. Insegnandole a rispettare l'avversario ma mai a temerlo perchè, già da quest'anno, saranno pochissime le squadra capaci di metterle i piedi in testa. Quell'aiuto tattico necessario per affrontare tutti in campo aperto, a testa alta e petto in fuori, cercando di ottenere sempre il massimo profitto da ciascuno incontro. Senza lamentele e piagnistei che questo Napoli non è una femminuccia capricciosa, ma il maschio primogenito destinato a grandi imprese. 

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