NAPOLI PROMOSSO, ESPLODE L’INCONTENIBILE PASSIONE AZZURRA
Domenica 3 giugno 2007 ore 17: Il San Paolo esaurito per ogni ordine di posto è costretto a strozzare in gola l’urlo di liberazione. La vittoria di misura con il Lecce non basta, il Piacenza ha vinto e saranno decisivi gli ultimi 90 minuti contro gli amici genoani; lo scontro fratricida che tutti temevano e nessuno sperava si è materializzato. L’ottimismo che aleggiava nell’aria in quella che doveva essere una domenica di festa si trasforma in un mix di paura e speranza.
Lunedì 4 Giugno: Marino ufficializza che il mercoledì ci sarà l’apertura dei botteghini per la vendita dei 2200 biglietti del Marassi. La voglia di esserci è alle stelle, si teme grande ressa ai botteghini.
Mercoledì 6 Giugno ore 2: Incredibile gesto d’amore, circa trecento tifosi si apprestano a passare la notte all’esterno del S. Paolo, avere il tagliando d’accesso alla sfida clou del campionato diventa questione prioritaria. Temerari
Mercoledì 6 Giugno ore 9: All’apertura dei botteghini fuori allo stadio sono presenti 4000 persone, il doppio rispetto alla disponibilità. Scontri tra gruppi e tifosi regolarmente in fila tendono a rovinare quel clima festoso che doveva contraddistinguere la settimana. In tre ore e mezza tutti i biglietti vanno esauriti e molti restano a bocca asciutta.
I quattro giorni che precedono il match sono giorni di tensione la gente non parla d’altro, il comune si attiva per allestire un maxischermo nei pressi del San Paolo, la città alle prese con i preparativi della festa, una Napoli già colorata d’azzurro viene ancora ritoccata; le strade diventano vere e proprie cartoline. La fantasia e il calore della tifoseria napoletana diventa tangibile, striscioni, bandiere e interi palazzi ornati a festa rendono l’ambiente ancora più carico. Si respira un’energia fuori dal comune. Napoli vuole tornare a vivere, Napoli vuole tornare ne calcio che conta.
Domenica 10 Giugno ore 12: Da Ore trombette e petardi fanno da sottofondo alla mattinata dei cittadini dei capoluoghi campani più accesi, il grande evento è vicino la tensione ormai alle stelle non smette di salire.
Ore 15: Milioni di persone da tutte le parti del mondo sono attaccate davanti ai televisori, 15000 anime azzurre dinanzi al maxischermo allestito all’esterno della curva A e i 5000 napoletani presenti al Marassi assistono al fischio d’inizio di Rocchi. Si comincia
Ore 15.18: Le squadre si affrontano a viso aperto, partita vivacissima Calaiò crossa per Sosa che colpisce di testa la traversa salva Rubinho un urlo si alza forte nelle strade….ogni appartamento è un vero e proprio stadio
Ore 15.33: Arriva la news della paura, il Piacenza è in vantaggio da adesso si fa sul serio chi sbaglia paga. Il Genoa inizia a pressare e a correre come non aveva fatto fino a quel momento Il Napoli soffre. I tifosi ammutoliscono
ORE 15.45: Un palo del Genoa chiude il primo tempo la città è sulla corda…nessuno vuole sbagliare
Ore 16.20: Al Marassi nel momento di maggiore pressione genoana esplode un urlo devastante proveniente dagli spalti, Allegretti ha raggiunto il pareggio per la Triestina, la gioia è incontenibile ,in campo i giocatori iniziano a sorridere.
Ore 16.48 mancano ancora tre minuti alla fine del recupero ma la notizia della fine della partita di Piacenza apre le danze ai festeggiamenti. L’invasione di campo coincide con l’inizio del lunghissimo urlo di liberazione. Napoli e Genoa in serie A. Le due squadre a braccetto raggiungono la massima serie cancellando all’improvviso anni di umiliazioni, ora la festa può davvero esplodere. L’apoteosi
Ore 17:00 Napoli: E’ festa grande, i caroselli napoletani, bandiere sventolanti, macchine camion e mezzi più impensati decorati a festa per l’occasione riempiono le strade, sirene, fischi, trombe e clacson intonano melodie stonate che fanno da traccia per i cori dei tifosi che festeggiano nelle piazze. “O surdat nammurat’ “ è la canzone che accompagna i festeggiamenti.
Ore 21.30 Capodichino: l’arrivo dell’aereo della squadra è previsto per le 21.30, in ritardo di mezzora rispetto alle previsioni, migliaia di tifosi attendono la squadra per festeggiare i propri idoli.
Ore 22.00: I giocatori sono bloccati all’interno dell’aeroporto a causa di problemi legati all’ordine pubblico bisogna aspettare prima di permetterne l’uscita.
Ore 23.45: dopo ore di attesa il pullman scoperto inizia la sua marcia trionfale tra i tifosi che hanno atteso per le strade il loro arrivo. Ci sono proprio tutti dai giocatori al Presidente a prendersi il meritato saluto di una città che li ama e stravede per loro. Sarà una lunga notte
ORE 2.00, Piazza Matteotti: scortato da migliaia di agenti che contengono i tifosi forando una catena umana arriva il pullman azzurro, i giocatori sono incontrollabili Bucchi e Cupi dalle retrovie sembrano i più pimpanti De Zerbi con un fumogeno tra le mani sembra un vero tifoso, tutti ma proprio tutti intonano i cori a loro stessi dedicati.
Una città con tante difficoltà come Napoli si stringe attorno al grande amore per la propria squadra del cuore, tornare nel calcio che conta è motivo di Orgoglio per tutta la gente che troppo spesso è costretta a chinare il capo alle difficoltà della vita quotidiana. Ha vinto il Napoli calcio e ha Vinto Napoli città, le feste i colori e il calore di una tifoseria seconda a nessuno tornano lì dove merita di stare e di guidare le danze. Una città innamorata ha mostrato nella sua espressione di gioia la voglia di uscire allo scoperto lacrime urla di gioia e follia allo stato puro e molto spesso un coro che metteva i brividi. “Milano stiamo arrivando”
