NAPOLI, AL GIRO DI BOA TRA PREGI E DIFETTI

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Termina il girone d’andata, il Napoli è secondo con il Bologna, dietro alla Juventus campione d’inverno. Chi se lo sarebbe mai aspettato?! La stagione degl’azzurri era cominciata nel modo migliore possibile, i nuovi arrivati hanno fatto subito impazzire la città e quella vittoria ai rigori con la Juventus in Coppa Italia, dava un nuovo profumo a tutto il golfo e non solo.

Finalmente parte il campionato di B, il torneo lungo, stressante e difficile, reso quasi impossibile da nomi eccellenti e società ultra-coronate, e tra queste c’è il Napoli; si parte con il Treviso al San Paolo e i “fuochi d’artificio” non si risparmiano, trevigiani battuti per 4 reti a due; De Zerbi fa il fenomeno e Bucchi…fa capire perché lo scorso anno ne ha segnati 30 in B per qualificarsi capocannoniere; si va a Piacenza, partita difficile e rognosa e qui, c’è il primo stop azzurro. Il Napoli sconfitto, parte per Arezzo dove racimola un brutto pari senza reti; dopo 3 turni il Napoli porta a casa 4 punti e non ci sarebbe da lamentarsi visto che la banda di Reja, ha giocato due trasferte consecutive di cui una, in quel di Piacenza, contro un team di tutto rispetto; si torna al San Paolo, sperando di confermare le idee iniziali di questo inatteso scivolone; 5 gare in 21 giorni ad inizio stagione possono pesare, ma il pari interno con la Triestina pesa ancora di più. A questo punto della stagione, gl’azzurri sono costretti ad una svolta che sembra arrivare a La Spezia dove il Napoli porta a casa l’intera posta in palio, ma è solo un’illusione!

Non certamente per il risultato in sé, ma dopo la vittoria in terra ligure, i partenopei strappano tre punti pesanti al Rimini, ma in una partita bruttissima, risolta da De Zerbi partito dalla panchina; già quel ragazzo che sembrava un fenomeno scivola in panca, ma non sarà l’unico! Lo stop tecnico passa anche per Dalla Bona e Bucchi, due giganti irremovibili. Però si vince e questa è una buona notizia, ma le cose non tendono a migliorare, anzi, in tre partite si racimolano quattro punti su tre prestazioni che dire scandalose, è un pregio vero e proprio; con il Crotone ci pensa Calaiò, a Vicenza pari shock dopo l’espulsione ingenua di Savini e a Bergamo, beh…l’Albinoleffe ha Cellini il castiga – Napoli. La panchina di Reja comincia a scottare e non poco, e tra dichiarazioni di equilibri e momenti di “sfortuna”, si presenta all’ombra del Vesuvio la Juventus; in tanto vorrebbero rivedere lo stesso Napoli – Juventus di Coppa Italia, ma così non sarà; il match tra azzurri e bianconeri e scialbo e noioso, la cambiano per qualche minuto solo la punizione di Del Piero, il pari di Bogliacino e qualche parata di Buffon, nulla più il Napoli resta nel buio e nel silenzio. Già…quel silenzio stampa che dura ormai da quasi tre mesi, giusto per nascondere qualcosa forse o per dare tranquillità, sta di fatto che questa situazione porta una caduta di stile per una grande società e per un presidente che vive di comunicazione; intanto si riprende a giocare e il Napoli azzecca tre vittorie di fila per 1 a 0 contro Bari, Bologna e Pescara prima di quel terribile Napoli-Frosinone, terminata in parità sul campo ma Napoli sconfitta nell’animo da quei maledetti petardi che spingono Napoli e Mantova a sfidarsi sul neutro di Perugina. Prima dell’ennesima prova deplorevole, ma forse giustificata nel deserto perugino, i ragazzi di Reja danno qualche segnale a Cesena, parità ma con un po’ di spettacolo, il che non guasta. L’anno solare si chiude con una bella vittoria casalinga con il Brescia, dove finalmente torna a far centro Bucchi dopo quasi tre mesi, e un pari a reti inviolate a Modena.

Dopo l’abbuffata di panettone e struffoli, il Napoli riprende la sua corsa a rilento; battuto il Verona al San Paolo, giocando come sempre, e non è certo una bella cosa; poi improvvisamente, questo Napoli diesel esplode a Lecce, uno ad uno ma c’è stato un Napoli straordinario e un De Zerbi stellare, segna il pari e poi anche il sorpasso con un Euro-gol, peccato che per l’arbitro fosse fuori gioco. Si arriva al big-match di Lunedì scorso, tra Napoli e Genoa c’è un gemellaggio tra le due tifoserie che dura dall’82, due squadre di alto livello, due squadre dell’alta classifica; si vedono anche volti nuovi, nel Napoli c’è Rullo, nel Genoa Di Vaio e Leon su tutti, ma il gioco azzurro torna ad essere di basso costo per un pari tra fischi, rimpianti e paure.

Adesso è il momento del girone di ritorno, si riparte da Treviso per questo viaggio a ritroso, si parte da secondi in classifica, una difesa imperforabile ed un attacco che, al contrario dei curriculum, rende ben poco, si ricomincia dopo aver cambiato schemi, moduli e mentalità, si riparte con la speranza e la voglia di una città che è stanca di venire sempre dopo, stanca di giocare un torneo che non sia la prima lettera dell’alfabeto.

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