Lo Zibaldone azzurro: Napoli-PSG dalla A alla Z

 

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Ancelotti: protagonista assoluto a bordo campo, il re di coppe riesce a fermare sia all’andata che al ritorno i marziani del PSG e consente alla propria squadra di giocarsela alla pari con tutti. Chapeau!

Bordata di fischi per Buffon, considerando i precedenti in maglia bianconera. Scroscio di applausi per Cavani. Certi amori non sbocciano proprio, altri non finiranno mai…

Cresce inevitabilmente l’autostima del gruppo, che non ha alcun motivo di porsi limiti. Combattere fino all’ultimo secondo della gara di Anfield e crederci!

Difficile, quasi impossibile contenere l’ansia e la tensione fino a dicembre. Questa tuttavia sono emozioni uniche, gioie e dolori che solo la Champions ti regala.

Encomiabile la prova difensiva del buon Mario Rui, che compie alcune ottime chiusure su Mbappé. Assolutamente da rivedere in fase di impostazione, ma la tecnica ahinoi non aiuta di certo il portoghese!

Formidabile Lorenzo Insigne: il talento di Frattamaggiore trascina i propri compagni nella ripresa prendendosi la responsabilità di calciare il penalty decisivo. Glaciale come sempre il bomber italiano ed europeo del Napoli.

Gentile omaggio da parte di Thiago Silva che per sessanta minuti ha disputato una prestazione perfetta, per poi regalare una palla d’oro a Callejon dalla quale scaturisce il rigore.

Hamsik- Fa fatica a tenere il passo di Neymar ma nel finale riesce ad eseguire degli ottimi recuperi palla. Positivo anche per ciò che concerne l’impostazione; è in crescita.

Illumina la serata con un intervento a dir poco spettacolare su Kylian Mbappé e qualche consueta sgroppata in avanti: semplicemente mostruoso Kalidou Koulibaly.

Lenta e priva di grandi idee la manovra nel primo tempo. Un Napoli che come definito anche da Ancelotti è stato eccessivamente prudente.

Mertens- Opaco nei primi quarantacinque minuti, un fulmine di guerra nella ripresa quando costringe più volte Buffon agli straordinari. Esce nel finale per un problema alla spalla ma fortunatamente non sembra di notevole entità.

Nuoce gravemente alla salute degli avversari: non ci sono altri termini per descrivere la gramdezza di Marques Allan. È ovunque, ti aggredisce e conquista tutto ciò che gli è davanti con una cattiveria inaudita. Fate attenzione!

Opportunista Bernat che punge nel momento meno atteso quando le due formazioni sembravano accontentarsi del pari a pochi secondi dal duplice fischio. Un peccato non aver preso il pupillo di Ancelotti, efficace in entrambe le fasi.

Pari d’oro, conquistato grazie al solito leader silenzioso: Josè Callejon. l’andaluso macina chilometri sulla destra, sfiora la rete ed ha il merito di crederci fino alla morte conquistandosi u rigore che potrebbe rivelarsi decisivo in ottica qualificazione.

Questione di mentalità, che soltanto un tecnico con gli attributi può trasmettere. L’anno scorso tecnico, squadra e tifoseria hanno snobbato sciaguratamente l’Europa, quest’anno il contrario. Sono notti diverse, la magia della Champions è inimitabile!

Risultato che rispecchia grossomodo quanto si è visto nei due tempi di gioco. Il primo al Paris, il secondo al Napoli…e pareggio sia.

Sensazionale il boato del San Paolo in occasione dell’urlo “The Champions”. Il Napoli ha bisogno del calore del proprio pubblico, insieme niente è impossibile.

Tuchel corre ai ripari schierando un 3-4-3 che garantisce maggiore equilibrio in mezzo al campo riuscendo almeno per quarantacinque minuti a contenere i due folletti azzurri, ma da questa corazzata obiettivamente ci si aspetta molto di più.

Uniti fino all’arrivo al San Paolo i tifosi di Napoli e PSG. Uno spot che fa bene al calcio pulito, privo di interessi e caratterizzato da una sana competizione ed una passione che ti mette i brividi.

Vincere a tutti i costi il prossimo ventotto novembre per poi sperare che il PSG non vada oltre il pari contro il Liverpool. In ogni caso tutto nelle mani del Napoli, che sta compiendo già dei miracoli veri e propri.

Zielinski- Il giovane polacco subentra a Fabiàn facendo immediatamente tanto movimento sull’out mancino. Non gli arrivano tuttavia palloni giusti per creare pericoli agli avversari. Sarà necessario un cambio di marcia per riconquistare il posto da titolare.

 

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