Tatticamente – Quando la tecnica e la fisicità fanno la differenza

Risultato netto allo Stadium. Classifica eloquente. Dopo sette giornate di campionato e dopo che il primo primo round dello scontro diretto al vertice ha meritatamente premiato chi già partiva nettamente favorito ai nastri di partenza, il campionato ha espresso un suo primo, inequivocabile verdetto: la distanza tra Juventus e Napoli è ancora troppo ampia. Una forbice enorme, più di quanto si pensasse ragionando su carta; forse addirittura aumentata. La Juventus è lontana. E’ un dato (di fatto). Che racconta d’un divario abbastanza importante, lacerato. E che lo stesso De Laurentiis s’è illuso d’aver colmato con Ancelotti. Ma il presidente molto spesso commette l’errore di confondere la figura dei giocatori con quella dell’allenatore che si erge a panacea di tutti i mali. Un allenatore studia, prova a cambiare le partite in corso d’opera, valorizza la rosa a disposizione, crea dei presupposti di gioco che però poi devono concretizzarsi in campo: insomma può far tutto tranne che sostituirsi fisicamente ai propri giocatori. Gli attori – così magari “rischiamo” di capirci meglio, usando una terminologia d’un settore a lui caro – realizzano un prodotto, quello organizzato dal regista del film; ma attori e regista non rappresentano mica la stessa cosa. Quando i primi sono sul set, il secondo resta a guardare, rimane dietro le quinte. Esattamente come Ancelotti, che un tempo le giocava certe sfide, ma adesso siede in panchina. Dove ha assistito, abbiamo assistito al miglior approccio di sempre nello stadio più ostico d’Italia. Grande determinazione e personalità: pressing feroce e recupero alto di palla. Così arriva il momentaneo vantaggio, che ad un certo punto ha lasciato addirittura presagire un possibile raddoppio. È lì che il match ha subito una svolta. Qualcosa è cambiato, scattato nella testa di tutti e 22 gli uomini. Quelli del Napoli hanno probabilmente leggermente abbassato l’attenzione, convinti che la Juve fosse già alle corde ed in generale ancora in un momento di rodaggio della stagione. I bianconeri, invece, hanno come prevedibile reagito, abbassando il piede sull’acceleratore e schiacciando l’avversario nella propria trequarti. Da qui in avanti, il Napoli non ci capisce più nulla, e si sgonfia a poco a poco sotto i colpi di Ronaldo e soci. E quando il Napoli perde di valore, smarrisce i principi di gioco che per un quarto d’ora, e solo allora, avevano funzionato, subentra uno scenario che lo vede inevitabilmente soccombere: la partita slitta, passa su un altro binario; la tattica si fa da parte ed entrano in scena le individualità: ci sono gli uno contro uno, i duelli fisici, diventa una gara “a punti”, un colpo a me ed un altro (forse più di uno) a te. Il palo di Zielinski e il gol di Mertens: realmente, finchè la sfida ha avuto un senso, ha mantenuto un equilibrio tra le parti, sono state queste le occasioni costruite dal Napoli. Dopodichè, la Juve prende il sopravvento e al Napoli viene il famoso “braccino” del tennista. O, se preferite, “la paura di vincere”. La paura d’aver preso improvvisamente la partita in pugno e di non riuscire a controllarla più. Non sono bastate le idee e le intuizioni (riuscite) di Ancelotti. Non bastano fin quando nemmeno se ti chiami Ancelotti riesce ad importi, a battere i pugni per chiedere un rafforzamento dell’11 titolare che accorciasse – anzichè allargare – il gap dalla Juventus. Nel calcio sono fondamentali tre ruoli: il portiere, il metodista ed il centravanti. Quelli non devono mai mancare, sono di serie. Sarebbe come se ad una auto appena giunta in concessionaria mancassero motore, freni e batteria. Non andrebbe da nessuna parte. Poi ci sono gli accessori, gli optional che talvolta fanno schizzare il prezzo alle stelle e che nel caso d’una squadra di calcio innalzano il tasso tecnico complessivo. Questi accessori si chiamano esterni bassi o che dir si voglia “terzini”. La Juve li ha di primissimo livello, il Napoli con dei limiti. Ergo, in sintesi estrema, cinica, ma crediamo realistica e verosimile, possiamo sentenziare: la Juve ha battuto il Napoli perchè è più forte del Napoli!





