“Va’ pensiero”…sui colli bolognesi
Termina la prima telenovela della sessione invernale di calciomercato: Simone Verdi, esterno offensivo del Bologna, che precedentemente ha giocato nelle “corazzate” Juve Stabia, Empoli, Eibar e Carpi, si permette il lusso di rifiutare il Napoli, club tornato ad essere di primissimo livello da ormai un decennio a questa parte. Si dice che il calcio sia strano, ma ancora di più lo sono le estenuanti trattative ed i pensieri che passano nella mente dei calciatori durante questo periodo di pura follia “erasmiana”. Il talento bolognese, dopo aver disputato un paio di stagioni entusiasmanti, è stato messo nel mirino dei partenopei, in particolare di Maurizio Sarri che probabilmente per la prima e forse unica volta nella sua carriera da allenatore aveva richiesto esplicitamente un calciatore in grado di adattarsi al meglio ai suoi schemi studiati nei minimi dettagli. I primi dubbi erano già trapelati la scorsa settimana, quando non si sa per quale assurdo motivo, il fantasista emiliano dichiarò di avere bisogno di sette giorni di profonda meditazione in cui doveva decidere se accettare o meno il trasferimento in una squadra tra le top in Europa…chissà, forse nei suoi pensieri il Bologna è di poco inferiore al Napoli. Certo è che pensando ai tempi d’oro di Maradona in maglia azzurra, pensando al clima che si respira ogni domenica, soprattutto ora che i tifosi, ma soprattutto il gruppo ci credono più che mai, rifiutare tale destinazione è davvero inspiegabile. Spostiamoci ora sull’altro fronte: è possibile che un club come il Napoli, in lotta per lo Scudetto, debba farsi condizionare da un ragazzo di venticinque anni che non ha mai calcato terreni di gioco prestigiosi? Ora il mercato dei partenopei sembra essere bloccato: tutto per colpa dei ‘capricci’ di Simone Verdi. È qui che si nota una lacuna ancora grave che accompagna costantemente la dirigenza azzurra: restare per due settimane a fare la corte ad un solo calciatore è oltremodo controproducente. Il Napoli deve imparare a farsi rispettare, dal momento che a perdere qualcosa non è stata la squadra del presidente De Laurentiis, bensì Verdi, il quale si accorgerà ben presto del patrimonio che poteva avere, preferendo invece continuare a giocare in una squadra di medio-bassa classifica. Sul palco ci sono tanti altri profili interessanti, a partire da Gerard Deulofeu: lui a differenza del “fuoriclasse” Verdi ha giocato al Camp Nou, uno stadio qualunque insomma… Maurizio Sarri dovrà comprendere che il calcio è un gioco semplice e naturale: si vince in tanti modi, l’importante è siglare un gol in più dell’avversario. Non importa la nazionalità, non contano i problemi di lingua, né quelli relativi all’alimentazione. Chi ha dimostrato di valere tanto, saprà fare la differenza ovunque; in qualsiasi squadra e all’interno di qualsivoglia modulo e dettame tattico. Ora è il momento di scrollarsi di dosso l’etichetta di provinciale: Napoli ha bisogno di calciatori affermati, non di promesse che potranno fare bene in prospettiva, e che hanno anche il coraggio di dirti di ‘no’. Verdi rifiuta di soggiornare all’ombra del Vesuvio: va’ pensiero…sui colli bolognesi!


