Tatticamente – Ultra offensiva, “corto” e “lungo”: il calcio totale del Napoli
Arrembante, travolgente, che tramortisce il nemico al momento giusto; soffre quando lo lascia sfogare, scappare via, poi ha la forza per andarlo a riprendere: il Napoli e le sue prede, il film. Tutto nell’ultima mezz’ora letale: 9 punti su 15 sono arrivati nella ripresa. Ieri un vero e proprio blitz irrompe nell’infermeria della Lazio: gli infortuni di Bastos e De Vrij – ininfluente quello di Basta a risultato ormai compromesso – spostano gli equilibri e gli azzurri ne approfittano; la rosa corta costringe Inzaghi ad adattare, a metà primo tempo, lo stesso Basta da laterale difensivo ed il metronomo Lucas Leiva, ad inizio secondo, da centrale nel pacchetto arretrato. E proprio da quelle parti, il Napoli trova i corridoi giusti per far male: flaccide le marcature bianconcelesti, a causa della desuetudine di alcuni singoli a perlustrare zone di campo che non rientrano nel loro background. Perchè nel calcio, un conto è fare i difendenti – attaccanti e centrocampisti – in fase passiva, un altro è improvvisarsi difensori puri. E fin quando sono in campo, Bastos e De Vrij giganteggiano su Insigne e Mertens, che tra l’altro nella prima frazione trova una sola giocata – l’imbucata per il palo di Hamsik -, non a caso dopo l’uscita di scena dell’angolano. Poi, quando i gatti non ci sono più, i topi ballano. Surmolotti terribili quelli di Sarri: quest’anno hanno capito come colonizzare le zone più umide e paludose, venendo a capo anche delle situazioni ‘sporche’. Come il batti e ribatti Albiol-Koulibaly per il gol del momentaneo pareggio. E’ la svolta della partita: ritrovato il bandolo della matassa, a questo punto è il Napoli che detta le regole del gioco. Il match è finalmente in pungo e la giostra riprende a girare: arriveranno vantaggio, tris e poker.





