Lo Zibaldone azzurro: Shakhtar Donetsk-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto 

Appagamento- Il termine piú utilizzato da Sarri nel post-gara. La sensazione è che dal match di Nizza gli azzurri si siano spenti gradualmente, probabilmente eccessivamente consapevoli dei loro mezzi. È arrivato il momento di scendere sulla terra.

Bernard- Superlativo il lavoro in fase difensiva su Callejon, che di fatto nel primo tempo ha toccato soltanto nove palloni. Talento e sacrificio al servizio dei propri compagni.

Costante il pressing degli ucraini sul portatore di palla azzurro. Novanta minuti giocati col dente avvelenato…a Napoli diremmo “la cazzimma”, ma ai nostri è mancata del tutto…

Dinamismo nullo da parte dei nostri; non è sembrato un problema di gambe,  in primis di testa.

Enorme occasione da gol sciupata da Milik che avrebbe potuto siglare la rete del 2-2, ma non era proprio serata…

Folle l’intervento di Stepanenko dritto sulla gamba di Mertens. Rosso sacrosanto, non per l’arbitro…

Giro palla lento e prevedibile da parte dei partenopei. A tratti noiosi, senza convinzione di affondare la manovra.

Hysaj- Lo Shakhtar non si fa vedere con costanza dalle sue parti, si limita a un discreto lavoro di copertura non rivelandosi efficace dalla metá campo in su.

Impalpabile piú che mai Marek Hamsik- Fa male dirlo, ma è come se il Napoli giocasse con l’uomo in meno in questo periodo. Un retropassaggio suicida manda in porta gli ucraini. La sua sostituzione cambia decisamente il match.

Leziosi i partenopei, anche quando arriva il momento di mostrare gli artigli e giocare sporco. È proprio su questo aspetto che bisogna lavorare…

Milik-Mertens? Sará il dubbio amletico della stagione, ma la sensazione è che senza il belga il Napoli non riesca proprio ad esprimere il consueto gioco spumeggiante.

Nettamente al di sotto delle loro attitudini- È una sconfitta che dovrá far riflettere davvero tutti.

Onnipresente Dario Srna che nonostante i trentacinque anni suonati si fa sentire sulla propria catena di destra limitando le sortite offensivi degli azzurri.

Pragmatismo che in certe serate batte di gran lunga l’estetica e il bel gioco. Era una gara da affrontare con muscoli e intensità; errate per la terza volta consecutiva le scelte di Sarri a centrocampo.

Qualità che tutto ad un tratto è scomparsa. È sembrata piú che altro una questione di motivazioni che il Napoli avrà dimenticato al centro tecnico di Castelvolturno.

Reti subite a causa delle solite nefandezze che rendono gli azzurri una squadra ancora immatura, il cammino è molto lungo…

Sconfitta che potrebbe pesare come un macigno. Ora servirá conquistare il maggior numero di punti possibili, con un occhio anche alla differenza reti, onde evitare i nefasti ricordi di quel dicembre 2013.

Turn-over a dir poco discutibile. Privarsi dei giocatori piú in forma in una competizione cosí importante come la Champions League è un vero e proprio delitto.

Uno il pericolo creato dagli uomini di Sarri nella prima frazione di gioco. Un destro a giro di Insigne respinto ottimamente da Pyatov. L’ucraino para eccome, Reina purtroppo incappa in una serata nerissima.

Vivacitá che il Napoli ritrova con il passaggio al 4-2-3-1. Chissà se sará soltanto una soluzione in extremis per riacciuffare le partite…

Zielinski- Dopo le due reti contro Atalanta e Bologna il polacco dimostra di essere totalmente fuori dal match. Sue le colpe in occasione del vantaggio ucraino, viene a mancare anche il suo marchio di fabbrica: quelle percussioni che avrebbero dovuto creare scompiglio tra le fila dei padroni di casa.

 

 

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