Insigne e la parabola di Rafa. ADL ancora spalle al muro

Hanno fatto non poco rumore le parole di Lorenzo Insigne in merito alla questione del rinnovo contrattuale, che hanno anche rispolverato in parte, le idee ben chiare che aveva in mente Rafa Benitez per il Napoli (chissà perché è andato via, chissà perché sono andati via anche i top-player), e che aveva dettato all’epoca ad ADL per far sì che arrivasse il rinnovo del suo contratto. Insigne, che come dice lo stesso ADL, rappresenta la “napoletanità” (nuovo termine di cui si riempie la bocca per speculare con la passione dei tifosi, gli stessi che invece dall’alto della napoletanità sono in disaccordo con i programmi del produttore cinematografico) ha espresso il suo parere lanciando qualche frecciatina al presidente senza però alzare nessun polverone: “I matrimoni si fanno in due. Io ho sempre dato la mia disponibilità al Napoli, poi il presidente sapete com’è. Per vincere non ci vogliono solo grandi giocatori ma anche una grande società e strutture adeguate. Finché mi sarà data l’opportunità di fare grandi cose con questa maglia io risponderò sempre presente”.  Il concetto di Insigne è semplice e chiaro, per far sì che il Napoli cresca non solo sul rettangolo di gioco ma anche in tutto l’ambiente, c’è bisogno di investimenti e di una società forte e seria. Più campi di allenamento, strutture di primo livello, uno stadio di proprietà, uno sviluppo del settore giovanile, la “scugnizzeria” tanto nominata dallo stesso ADL ma mai attuata, tutti concetti, purtroppo, in netto contrasto con la gestione Aureliana. In quasi tredici anni dalla gestione di ADL il Napoli ha avuto sicuramente una crescita esponenziale non indifferente, sicuramente maggiore di quanto sia stato investito nel recente passato. Se si va ad analizzare il Napoli come società, il presidente non ha mai costruito una vera e propria sede del Napoli, basti pensare già che la “sede” dove vengono firmati i contratti dei nuovi acquisti solitamente ha luogo a Roma alla Filmauro, che non ha niente a che vedere con il calcio Napoli. Per di più il centro sportivo di Castel Volturno non è di proprietà del calcio Napoli, ma bensì in affitto, società a conduzione familiare, così come la questione stadio..che volendo, è un po più complessa poiché ci sono più interessi anche da parte del comune sull’impianto del San Paolo e quindi poca libertà per De Laurentiis, che però pur di non investire nella costruzione di un nuovo impianto di proprietà gioca con il sindaco di Napoli al tira e molla per chi ha l’ultima parola in capitolo.  Ad oggi i tifosi non si accontentano più di proclami di gloria e progetti su castelli di sabbia. Il Napoli è la terza squadra per fatturato d’Italia, terza società per bacino d’utenza in Italia eppure è sempre lì nel mezzo, dove a guadagnarci non sono i tifosi ma solo chi fa i propri interessi. Napoli è stanca di partecipare, Napoli vuole vincere.

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