LE OSCURE VICENDE DI ROMA, BARI E NOVARA NEL 1950

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     Continua la nostra rievocazione di episodi ormai lontani nel tempo che presentano analogie ed affinità con quanto accade oggi nel mondo del calcio e riempie le prime pagine dei giornali e dei notiziari televisivi. Forse, la sola differenza che possiamo registrare tra passato e presente è rappresentata dalla risonanza degli attuali avvenimenti sui mezzi di informazione. Prima la cosa era limitata alle pagine che i quotidiani riservavano allo sport.      Stagione 1949-’50: a tre giornate dal termine di quel campionato, 5 squadre erano in lotta per non retrocedere in Serie B con il Venezia già spacciato. Lucchese e Pro-patria sono a quota 29 punti; Roma e Bari sono a quota 28, un punto sopra al Novara.      Restano da giocare due confronti diretti: Bari – Roma il 14 maggio 1950 e Roma – Novara sette giorni dopo. Approfittando dell’Assemblea Straordinaria dei Presidenti di Serie A, a Milano, tramite i buoni uffici di Raffaele Costantino, D.S. Barese ed ex giocatore romanista, il Segretario della squadra capitolina, De Rinaldis, cerca di persuadere il Presidente pugliese, Annoscia, ad accordarsi sul pareggio per la gara di Bari, prospettando …l’utilità reciproca di evitare una. guerra tra poveri.      De Rinaldis si presenta all’appuntamento in compagnia di Mazzarini, influente membro della Commissione designatrice degli arbitri. Annoscia, però, respinge sdegnato la proposta di accomodamento che gli viene fatta. L’arbitro designato per la gara di Bari è il veneziano Bellè che risiede a Borgotaro, in provincia di Parma e, per raggiungere il capoluogo pugliese fa tappa a Roma, invece di seguire, come sarebbe stato logico, la linea adriatica: il che fa nascere i primi sospetti.      L’incontro termina 1 a 1 anche se il Bari s’impegna allo spasimo per vincere, ma la direzione dell’arbitro è così apertamente ostile ai padroni di casa da indurre il Sindaco di Bari, fattosi portavoce dello sdegno popolare, a presentare un esposto. Anche la Società presenta la sua denuncia alla Lega.      Sette giorni dopo è in programma Como – Bari, oltre al match, già ricordato, Roma – Novara che viene disputato al Flaminio (l’Olimpico sarà inaugurato solo nel 1953 ). L’arbitro, il fiorentino Pera, conduce per mano i Giallorossi alla vittoria nella ripresa dopo che il primo tempo si era chiuso con il Novara in vantaggio per 1 a 0. Prima viene concesso un rigore molto, ma molto dubbio che Arangelovich trasforma. Poi, con un giocatore novarese infortunato e a terra, nel finale di partita, viene di fatto impedita, da due giocatori della Roma, la parata al portiere del Novara, Cuoghi; l’arbitro non fischia la carica al portiere, così la Roma realizza il punto vincente.      La collera dei piemontesi è tale che viene espulso il sempre correttissimo Silvio Piola, Campione del Mondo nel 1938 ed ancora oggi miglior realizzatore di sempre n Serie A con 290 gol.      Bruno Roghi, famoso giornalista sportivo e Direttore del “Corriere dello Sport” scriverà il giorno dopo “….Mai, a nostro parere, sono stati commessi tanti errori di valutazione da parte di un arbitro nella stessa gara ….”. Da rilevare che la designazione di Pera era già nota dal giovedì, mentre all’epoca il nome dell’arbitro che avrebbe diretto l’incontro era comunicato dall’altoparlante, mentre le squadre scendevano in campo.      A Como, intanto, il Bari subisce una pesante sconfitta per 4 a 1. Prima dell’inizio della partita il comasco Villa (che, comunque, non scese in campo) bisbigliò ad un giocatore barese. “Guarda che questi qui (si riferiva ai suoi compagni di squadra ) hanno ricevuto un premio speciale per battervi “. Alla fine del Campionato il Bari è in serie B.      Inizia, a questo punto, il gran ballo dei ricorsi fra Società, Lega, Commissione di Appello Federale. Al termine della giostra, queste le conclusioni definitive:  1)       un anno di squalifica a De Rinaldis e Costantino;2)       viene respinto il ricorso del Bari, perché gli approcci fra gli appartenenti alle due squadre non hanno avuto seguito;3)       è respinto anche il ricorso del Novara; per la presunta menomazione fisica dell’arbitro, viene disposta la ripetizione della partita, ma successivamente la CAF omologa il risultato acquisito evitando così un inutile replay, tanto più che il Novara si è salvato sul campo;4)       l’arbitro Pera “salta” con tutta la Commissione arbitrale, compreso Mazzarini. A dicembre di quell’anno, “salta” anche l’intero apparato Federale, compresa la Lega ed il suo Presidente, ing. Pedroni. Anche se non sempre succede nella vita, come nel calcio, qualche volta la farina del diavolo finisce in crusca: la Roma l’anno seguente retrocederà in Serie B. La vicenda che abbiamo appena rievocato, anche se tanto lontana nel tempo, conferma ancora una volta che…. Nulla di nuovo è sotto il Sole. 

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