NAPOLI- JUVENTUS 3-11-85 (1-0)

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C’è stato un gol di Diego così bello, ma così bello che è praticamente impossibile non vederlo quando vengono periodicamente riproposte le innumerevoli prodezze in carriera del “ Pibe de oro”.  Non al livello di quello leggendario realizzato con l’ Inghilterra, ma quasi. La fortuna di assistere dal vivo ( la pay – tv era ben al di là da venire ) a quella indimenticabile rete, spettò agli 80.000 e rotti che affollavano il San Paolo il 3 novembre 1985. Ed anche in quella occasione, come a Mexico 1986 contro gli inglesi, l’avversario colpito ed affondato da Maradona era di quelli nobili. Stiamo parlando della squadra più amata e odiata d’ Italia, al secolo la sempiterna Juventus. I bianconeri, allenati per il decimo anno consecutivo dal grande Giovanni Trapattoni, avevano cominciato la stagione 1985 –1986 come meglio non potevano : 8 partite ed 8 vittorie ! Gli azzurri invece , allenati per la prima volta da Ottavio Bianchi, erano quarti a –6 ( ricordiamo che i punti in palio per ogni vittoria erano ancora due ), preceduti pure dalle milanesi, con un totale di tre successi, 4 pareggi ed una sola sconfitta. Ma al campionato del Napoli, pur discreto fino a quel momento, urgeva imprimere una svolta. E quale occasione migliore c’era se non quella di battere la Juventus, che inoltre non perdeva a Napoli dalla bellezza di 12 anni ?. L’ ultima, oramai ingiallita vittoria , portava infatti la data del 14 ottobre 1973 ( 2 –0, Canè e Clerici ). Quel giorno Giove Pluvio doveva essere particolarmente adirato con i napoletani, visto che piovve ininterrottamente per tutta la gara, rendendo il terreno di gioco assai viscido e fangoso. Agli ordini dell’arbitro Redini di Pisa, così scesero in campo le squadre : Napoli con Garella, Bruscolotti ( l’ unico “ reduce “ del 1973 ), Carannante. Bagni, Ferrario, Renica. Bertoni, Pecci, Giordano, Maradona e Celestini. La Juve ( che alla fine si laureerà campione d’ Italia per la 22esima volta ), rispondeva con : Tacconi, Favero, Cabrini. Pioli, Brio e Scirea. Mauro, Bonini, Serena, Platini, Laudrup. Dopo soli tre minuti il Napoli va vicino al gol, con una punizione di Bertoni  respinta con difficoltà da Tacconi. Il Napoli attacca, ma fare gol a quella Juventus era un’ impresa difficile per chiunque. Ci provano da fuori ancora Bertoni e Pecci, ma è Giordano a mancare un’ottima la più nitida delle palle – gol, scivolando un po’ goffamente sul pallone. Alla mezza ora intanto, per reciproche scorrettezze vengono espulsi Bagni e Brio, ed il primo tempo si chiude a reti inviolate senza ulteriori sussulti. Nella ripresa il Napoli accentua la spinta offensiva, andando vicino al gol prima con Caffarelli ( che sostituì Giordano ) e poi con Maradona, che di destro smarcato da un bel lancio di Bruscolotti, si fa parare il tiro da Tacconi. La Juve dal canto suo, si mantiene sorniona nella propria metà campo, eseguendo di tanto in tanto qualche azione di alleggerimento. Al 72° arriva il momento –clou : per un maldestro intervento del grande Scirea che colpisce al volto Bertoni, l’ arbitro concede una punizione indiretta in area. Bertoni serve con la suola Diego, che con un magistrale pallonetto a “ foglia morta “ batte finalmente Tacconi, che quasi si schianta sul palo per evitare l’ inevitabile gol. Ancora oggi, vedendo e rivedendo quella punizione, pare impossibile che la sfera sia stata colpita con una simile grazia associata alla precisione. In un clima di assoluta euforia, Diego sfiora pure il bis poco dopo. La reazione della Juve si esaurisce su un bel colpo di testa di Scirea, ben respinto da Garella. Il punteggio sino alla fine non muterà più : Napoli 1 – Juventus 0. La “ nuttata “ bianconera era finalmente passata !!!    

 

 

 

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